● Il 3° passo, il Popolo ha deciso che la sentenza venga applicata

Oggi, 10 Ottobre 2017, il Popolo della Nazione Italia ha manifestato se stesso in piazza del Popolo a Roma e di fronte al proclama del Governo Legittimo di Transizione ha approvato le proposte che lo stesso governo ha preparato.

Il Popolo si è spostato in piazza Montecitorio, qui il Generale Antonio Pappalardo ha

raccolto le istanze degli abusivi e scritto, letto, proclamato ed approvato una lettera in cui si dispone la chiusura di questo governo illegittimo. Entro le 17 avrebbero dovuto dare una risposta a tale lettera ma non l’hanno fatto.

Non hanno risposto al Popolo.

 

Il Generale Pappalardo ha quindi consultato il Popolo per decidere cosa fare e il Popolo ha proclamato la sua volontà: che la sentenza venga applicata ORA. Il Generale Pappalardo ha quindi riferito la decisione proclamata dal Popolo alle Forze dell’Ordine che ora stanno consultando la loro gerarchia per agire.

Domattina alle ore 11 le Forze dell’Ordine si porranno davanti al Popolo, di nuovo riunito a Montecitorio in presidio notturno che ascolterà cosa avranno da dire, acclamando di nuovo l’applicazione della sentenza.

Chiunque sia appartenente a uno qualsiasi dei partiti politici faccia passare per proprie parole, dichiarazioni o azioni in merito a quanto sta accadendo a Roma sta strumentalizzando e manipolando ciò che il Popolo sta agendo.

Il Popolo è Sovrano e non si riconosce in nessun partito o fazione o associazione.

Il Popolo Sovrano, è.

Aggiornamento del 14 Ottobre 2017:

[Carmelo Milazzo dixit: “Io il mio dovere l’ho fatto, sono un individuo libero e sovrano, non ho mai tollerato i soprusi. Adesso la palla passa all’Autorità Giudiziaria. Se non è collusa, deve procedere! L’unica cosa che mi rompe il ca°°o è che i vigliacchi dovranno godere dei benefici di chi come me il coraggio lo può vendere a tonnellate! Grazie soprattutto a chi direttamente e indirettamente ha reso possibile tutto questo, da Popolo Unico al Movimento di Liberazione Italia. Un’enorme mole di lavoro sta dietro a questa azione!”].

 

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● Hai capito chi è veramente l’individuo, in punto di diritto?

 

…è un essere umano titolare di Personalità Giuridica a cui sono negati ben individuati Diritti inalienabili (DUDU >>> goo.gl/Zt56BJ, CEDU >>> goo.gl/9Buapv).

 

Ricorrendo al Diritto internazionale

l’individuo fuoriesce dalla trappola dell’atto di nascita che lo aveva reso un’astrazione, una Finzione giuridica strumentale al Sistema. Secondo la prassi, il Diritto internazionale è fonte superiore alle leggi della Repubblica, difatti, l’articolo 10 della Carta Costituzionale dispone che l’ordinamento giuridico si adatti automaticamente alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute, in quanto tali norme sono considerate parte integrante del diritto della Repubblica.

 

L’inganno dell’atto di nascita

La deminutio capitis del nome effigia a vita gli effetti nefasti sul pupillo tolto alla potestà dei genitori naturali, ignari di averlo ceduto alla Repubblica . Usando arbitrariamente e artificiosamente il nome del neonato, con l’atto di nascita viene creato il suo “soggetto giuridico”, essendo tale contratto nullo “ab origine”, ogni successivo abuso di tale status creato “ens legis” è arbitrario, coercitivo, illegale e teso alla schiavizzazione del singolo individuo. Ogni consenso ottenuto senza che ai genitori sia fornita una spiegazione dettagliata dei particolari sopra citati, rende il contratto nullo “ab origine” a causa di vizi occulti.

 

Riepilogando

Togliti l’habitus mentale che ti è stato inculcato e poi il resto viene da sé.
Popolo Unico è un’idea che andrebbe studiata a fondo, non richiede costi né tessere e ciascuno fa sé. Può soccorrere chiunque, specialmente i figli minori. Ciò che è vincente è l’azione individuale, la consapevolezza, l’autodeterminazione del singolo essere umano…

 

Congratulazioni, hai scoperto cosa è la LR.

 

 

 

Gli studi  e  lo schema  di realizzazione della “Autocertificazione della Qualità di Legale Rappresentante” sottostante all’istituto giuridico del “Jersey Trust autodichiarato” in Diritto internazionale originano da questo gruppo di studio.

● Diritti umani: principali Carte, Convenzioni e Dichiarazioni

– Carta delle Nazioni Unite (1945)
Data di adozione: 26/6/1945 – Data di entrata in vigore: 24/10/1945
ONU

– DUDU Dichiarazione universale dei diritti umani (1948)
Data di adozione: 10/12/1948
ONU

– Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio (1948)
Data di adozione: 9/12/1948 – Data di entrata in vigore: 12/1/1951
ONU

– Convenzione sullo status dei rifugiati (1951)
Data di adozione: 28/7/1951 – Data di entrata in vigore: 22/4/1954
ONU

– Protocollo relativo allo status di rifugiato (1967)
Data di adozione: 31/1/1967 – Data di entrata in vigore: 4/10/1967
ONU

– Convenzione sullo status degli apolidi (1954)
Data di adozione: 28/9/1954 – Data di entrata in vigore: 6/6/1960
ONU

– Convenzione supplementare sull’abolizione della schiavitù, del commercio di schiavi, e sulle istituzioni e pratiche assimilabili alla schiavitù (1956)
Data di adozione: 7/9/1956 – Data di entrata in vigore: 30/4/1957
ONU

– Convenzione internazionale sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale (1965)
Data di adozione: 21/12/1965 – Data di entrata in vigore: 4/1/1969
ONU

– Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali (1966)
Data di adozione: 16/12/1966 – Data di entrata in vigore: 3/1/1976
ONU

– Patto internazionale sui diritti civili e politici (1966)
Data di adozione: 16/12/1966 – Data di entrata in vigore: 23/3/1976
ONU

– Protocollo Opzionale relativo al Patto internazionale sui diritti civili e politici (1966)
Data di adozione: 16/12/1966 – Data di entrata in vigore: 23/3/1976
ONU

– Secondo Protocollo facoltativo al Patto internazionale sui diritti civili e politici sull’abolizione della pena di morte (1989)
Data di adozione: 15/12/1989 – Data di entrata in vigore: 11/7/1991
ONU

– Convenzione sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione nei confronti delle donne (1979)
Data di adozione: 18/12/1979 – Data di entrata in vigore: 3/9/1981
ONU

– Protocollo opzionale alla Convenzione sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione nei confronti delle donne (1999)
Data di adozione: 6/10/1999 – Data di entrata in vigore: 22/12/2000
ONU

– Dichiarazione sull’eliminazione della violenza contro le donne (1993)
Data di adozione: 20/12/1993
ONU

– Piano d’azione mondiale di educazione per i diritti umani e la democrazia, adottato dal Congresso internazionale sull’educazione per i diritti umani e la democrazia
Data di adozione: Montreal, 8-11/031993
UNESCO

– Dichiarazione di Vienna e Programma d’azione (1993)
Data di adozione: 25/6/1993
ONU

– Decennio per l’educazione ai diritti umani (1995)
Data di adozione: 01/01/1995
ONU

– Dichiarazione sull’eliminazione di tutte le forme d’intolleranza e di discriminazione fondate sulla religione o il credo (1981)
Data di adozione: 25/11/1981
ONU

– Dichiarazione sul diritto dei popoli alla pace (1984)
Data di adozione: 12/11/1984
ONU

– Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (1984)
Data di adozione: 10/12/1984 – Data di entrata in vigore: 26/6/1987
ONU

– Protocollo opzionale alla Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (2003)
Data di adozione: 18/12/2002 – Data di entrata in vigore: 22/6/2006
ONU

– Dichiarazione sul diritto allo sviluppo (1986)
Data di adozione: 4/12/1986
ONU

– Convenzione sui diritti del bambino (1989)
Data di adozione: 20/11/1989 – Data di entrata in vigore: 2/9/1990
ONU

– Protocollo facoltativo alla Convenzione sui diritti del bambino riguardante il traffico di bambini, la prostituzione infantile e la pornografia infantile
Data di adozione: 25/5/2000 – Data di entrata in vigore: 18/1/2002
ONU

– Convenzione internazionale sulla protezione dei diritti di tutti i lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie (1990)
Data di adozione: 18/12/1990 – Data di entrata in vigore: 1/7/2003
ONU

– Il Decennio per l’educazione ai diritti umani (1994)
Data di adozione: 14/12/1994
ONU

– Dichiarazione sulle responsabilità delle generazioni presenti verso le generazioni future (1997)
Data di adozione: 12/11/1997
ONU

– Dichiarazione universale sul genoma umano e i diritti umani (1997)
Data di adozione: 11/11/1997
UNESCO

– Dichiarazione del Millennio (2000)
Data di adozione: 8/9/2000
ONU

– Convenzione relativa alla proibizione e immediata azione per l’eliminazione delle peggiori forme di lavoro minorile (2000)
Data di adozione: 17/6/1999 – Data di entrata in vigore: 19/11/2000
OIL

– Norme sulle responsabilità delle imprese transnazionali e delle altre imprese commerciali in materia di diritti umani (2003)
Data di adozione: 13/8/2003
ONU

– Convenzione internazionale per la protezione di tutte le persone dalla sparizione forzata (2006)
Data di adozione: 20/12/2006 – Data di entrata in vigore: 23/12/2010
ONU

– Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni (2007)
Data di adozione: 13/9/2007
ONU

 

Diritto internazionale umanitario:

– IV Convenzione dell’Aja concernente le leggi e gli usi della guerra terrestre e regolamento annesso (1907)
Data di adozione: 18/10/1907 – Data di entrata in vigore: 26/01/1910

– Protocollo concernente la proibizione di usare in guerra gas asfissianti, tossici o simili e mezzi batteriologiche (1925)
Data di adozione: 17/06/1925 – Data di entrata in vigore: 08/02/1928

– I° Convenzione di Ginevra sulla protezione dei feriti e dei malati nella guerra terrestre
– II° Convenzione di Ginevra sulla protezione dei feriti, malati e naufraghi nella guerra marittima
– III° Convenzione di Ginevra sulla protezione dei prigionieri di guerra
– IV° Convenzione di Ginevra sulla protezione della popolazione civile
Data di adozione: 1949

– I° Protocollo addizionale relativo ai conflitti armati internazionale e II° Protocollo addizionale relativo ai conflitti armati non internazionali
Data di adozione: 1977

– Convenzione che vieta lo sviluppo, la fabbricazione e lo stoccaggio delle armi batteriologiche (biologiche) o a base di tossine e che disciplina la loro distruzione (1972)
Convenzione sulle armi biologiche
Data di adozione: 10/4/1972 – Data di entrata in vigore: 26/3/1975
ONU

– Convenzione sul divieto dell’uso di tecniche di modifica dell’ambiente a fini militari e ad ogni altro scopo ostile (1976)
Data di adozione: 10/12/1976 – Data di entrata in vigore: 5/10/1978
ONU

– Convenzione sul divieto o la limitazione dell’impiego di talune armi classiche che possono essere ritenute capaci di causare effetti traumatici (e protocolli facoltativi)
Data di adozione: 10/10/1980 – Data di entrata in vigore: 2/12/1983
ONU

– Convenzione sulla proibizione dello sviluppo, produzione, stoccaggio ed uso di armi chimiche e sulla loro distruzione (1993)
Data di adozione: 13/1/1993 – Data di entrata in vigore: 29/4/1997
ONU

– Convenzione sul divieto di impiego, di stoccaggio, di produzione e di trasferimento delle mine antipersona e sulla loro distruzione
Data di adozione: 18/9/1997 – Data di entrata in vigore: 1/3/1999
ONU

 

Principali Carte regionali in materia di diritti umani:

– Convenzione americana sui diritti umani (1969)
Patto di San José di Costarica
Data di adozione: 22/11/1969 – Data di entrata in vigore: 18/7/1978
OAS – Organizzazione degli Stati Americani

– Carta africana dei diritti dell’uomo e dei popoli (1981)
Data di adozione: 28/6/1981 – Data di entrata in vigore: 21/10/1986
UA – Unione Africana

– Protocollo alla Carta Africana dei diritti dell’uomo e dei popoli relativo alla creazione di una Corte africana dei diritti dell’uomo
Data di adozione: 10/6/1998 – Data di entrata in vigore: 25/1/2004
UA

– Protocollo alla Carta Africana sui diritti dell’uomo e dei popoli sui diritti delle donne in Africa (2003)
Data di adozione: 11/7/2003 – Data di entrata in vigore: 25/11/2005
UA – Unione Africana

– Carta araba dei diritti dell’uomo (emendata) (2004)
Data di adozione: 15/9/1994 – Data di entrata in vigore: 15/3/2008
Lega degli Stati Arabi

– Dichiarazione del Cairo sui diritti umani nell’Islam (1990)
Data di adozione: 5/8/1990
Organizzazione della Conferenza Islamica

 

Principali Convenzioni e Dichiarazioni adottate a livello europeo:

– CEDU Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (1950) e Protocolli addizionali
Data di adozione: 4/11/1950 – Data di entrata in vigore: 3/9/1953
COE – Consiglio d’Europa

– Convenzione europea per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (1987)
Data di adozione: 26/11/1987 – Data di entrata in vigore: 1/2/1989
COE – Consiglio d’Europa

– Convenzione quadro per la protezione delle minoranze nazionali (1995)
Data di adozione: 1/2/1995 – Data di entrata in vigore: 1/2/1998
COE – Consiglio d’Europa

– Convenzione europea sull’esercizio dei diritti dei minori (1996)
Data di adozione: 25/1/1996 – Data di entrata in vigore: 1/7/2000
COE – Consiglio d’Europa

– Convenzione per la protezione dei diritti dell’uomo e la dignità dell’essere umano riguardo alle applicazioni della biologia e della medicina (1997)
Convenzione sui diritti umani e la biomedicina – Convenzione di Oviedo
Data di adozione: 4/4/1997 – Data di entrata in vigore: 1/12/1999
COE – Consiglio d’Europa

– Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea (2000)
Data di adozione: 7/12/2000
UE – Unione Europea

– Carta Sociale Europea (riveduta) (1996)
Data di adozione: 3/5/1996 – Data di entrata in vigore: 1/7/1999
COE – Consiglio d’Europa

– Carta sull’educazione alla cittadinanza democratica e ai diritti umani
Data di adozione: 11/05/2010
COE

 

***

QUI [https://goo.gl/NMfggy] trovi la RACCOLTA NORMATIVA MANUALE DEI DIRITTI UMANI
Trattati, Convenzioni, Dichiarazioni, Statuti, Protocolli
aggiornati al 2004  (1395 pagine).

 

 

● Madri disattente e stronze… (di Valeria Gentili)

Se prima l’immunizzazione nei nidi e negli asili era un macello e i bambini stavano male un mese sì e l’altro pure, adesso gli asili e i nidi diventeranno dei VERI LAZZARETTI.

Vi avverto.
Ci saranno contagi continui, varicelle, morbilli, parotiti, pertosse e chi più ne ha più ne metta.
Una popolazione infantile altamente vaccinata TUTTA IN UN BREVISSIMO PERIODO TEMPORALE, chiusa in strutture dove si mangia, ci sono quintali di pannolini pieni di cacca e di pipì… ci si starnutisce addosso e si tossisce muco dalla mattina alla sera, è quanto di più EPIDEMICO si possa immaginare.

Madri DISATTENTE e STRONZE che pur di andare a lavorare o semplicemente vedersi col maestro di pilates quando il marito lavora (o copula con la segretaria) che porteranno i figli al nido MALATISSIMI e INFETTI, con il solito necessaire di suppostine, antibiotici, sciroppini e antistaminici e la lista delle somministrazioni da lasciare alle maestrine cretine…

Questi sono gli ASILI, cari signori: parcheggi per bambini per madri e padri impegnatissimi.

ORA, saputo questo, perché questo accadrà, vi invito a segnarvi tutti sul sondaggio/elenco per provincia e ad organizzare fin da subito asili parentali e micro-nidi tra di voi, trovando una brava pedagogista o puericultrice da stipendiare che affianchi un paio di mamme senza occupazione.

 

 

 

Per chi si ostina a chiedere l’accesso agli asili

Nel sito di Popolo Unico alla pagina https://www.popolounico.org/vaccini trovate le diffide e le dichiarazioni di garanzia da sottoporre alle “autorità” (fa ridere pure chiamarle ancora così).

 

Dato che la priorità assoluta è la salute dei vostri bambini, direi che per come si stanno mettendo le cose, gli asili e i nidi sono GIÀ il posto più INFETTO immaginabile, per l’altissima concentrazione di virus attenuati inoculati nei corpicini di quelle povere creature figli di padri e madri imbecilli e inconsapevoli.

LAZZARETTI… lo vedrete presto, saranno lazzaretti di malati di ogni ed eventuale morbo pernicioso.

 

* * *

DEVI DENUNCIARE ISTANTANEAMENTE SE…

Ho un figlio da 0/6 iscritto prima del decreto-nazista, e la direttrice o la maestra mi dice che i vaccini sono obbligatori per l’ammissione alla scuola dell’infanzia.

DIFFIDA e poi DENUNCIA alla procura.

Ho figli da 6/16 e la maestra, la prof. o la dirigente dice a mio figlio che deve per forza portare il libretto vaccinale o caso GRAVISSIMO lo denigra davanti a tutti, DISCRIMINANDOLO calpestando la sua PRIVACY.

 

 

DIFFIDA e poi DENUNCIA alla procura

è tempo di trattarli come meritano.

 

 

Gli studi  e  lo schema  di realizzazione della “Autocertificazione della Qualità di Legale Rappresentante” sottostante all’istituto giuridico del “Jersey Trust autodichiarato” in Diritto internazionale originano da questo gruppo di studio.

● Legale Rappresentante? È un living trust di fatto, ecco perché

 [L’articolo completo pubblicato il 6 luglio 2016 è qui]

 

√ La sottoscrizione dell’atto o mandato di L.R. munito del suo contenuto dichiarativo di verità o scienza, così come previsto dal gruppo di studio Popolo Unico (P.U. è un’idea che non richiede costi né tessere e ciascuno fa da sé) – per chiunque sia di nazionalità italiana [1] – implica l’elezione nella Giurisdizione internazionale del proprio trust umanitario. Comporta la certezza, a differenza del cittadino italiano, di veder riconosciuti i diritti inalienabili sanciti dai Patti internazionali sempre più disattesi dal Sistema ordoliberista. Il deposito dell’atto, o meglio, il ripudio della cittadinanza italiana de facto e de iure, non è certamente un arretramento dei propri diritti! Occorrerà darne debita notifica ai vari Enti se e quando tenteranno di seguitare a disporre della loro potestà nei confronti dell’ex (inerme) cittadino che tale non è più, essendo ora L.R. civilisticamente situato al di fuori della giurisdizione italiana ed esso stesso, come vedremo, segregato, protetto e amministrato in un trust di alto scopo umanitario. La resa in pubblicità legale [2] e la protocollazione [3] presso l’Amministrazione comunale dell’istituto giuridico AUTOCERTIFICAZIONE della QUALITÀ di LEGALE RAPPRESENTANTE (Articolo 46 lettera u DPR 28.12.2000, n. 445) [4] in favore dell’essere umano, ossia nell’interesse di egli stesso (di fatto Disponente/Settlor di un Living Trust di alto scopo) e dei propri figli minori secondo popolounico.org, aziona, nella giurisdizione del Diritto internazionale, un JERSEY TRUST AUTODICHIARATO non lucrativo né commerciale nel quale il Trustee / Legale Rappresentante, a seguito di Mandato / Accordo Privato, opererà per veder riconosciuti all’essere umano i diritti inalienabili [5] costituenti l’alto SCOPO DEL TRUST: si tratta di diritti violati, in certe circostanze, persino agli italiani quando ad esempio viene loro impedito il “diritto al benessere” (definito anche “diritti economico-sociali”). Per ottenere protezione occorre far valere – per mezzo della curatela del Legale Rappresentante / Trustee – la propria personalità giuridica come enunciato nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, all’Articolo 6: “Ogni individuo ha diritto, in ogni luogo, al riconoscimento della sua personalità giuridica”: tale precetto è espressamente indicato nella legge dello Stato 25 ottobre 1977, n. 881 alla sezione “Patto internazionale > PARTE TERZA > art. 16” della legge di ratifica della DUDU. L’effetto segregativo in trust è garantito dall’assolvimento degli oneri pubblicitari quali l’Autocertificazione anzidetta a cui si integrerà, secondo i casi, giusta Dichiarazione Sostitutiva dell’Atto di Notorietà se presenti beni mobili o immobili soggetti a registrazione nel Diritto positivo, azionando le varie trascrizioni presso la Conservatoria RR.II., il Registro delle Imprese, il Registro Italiano Navale, ecc.

 

dimenticavo…  AVVERTENZA!

SCORRENDO IL TESTO USA PURE IL DITO INDICE PER CLICCARE SUI LINK (L’IPERTESTUALITÀ È IL SALE DI INTERNET)

 

Quanto costa?
· Nessun costo [6] è richiesto oltre i normali diritti di segreteria riservati all’Amministrazione comunale depositante (quella di residenza e quella di nascita, se diversa);
· Nessun oneroso intervento è richiesto da parte di alcun notaio o avvocato.

L’ALTO SCOPO DEL TRUST è anche, se non soprattutto, il superamento dell’incapacità giuridica di agire del cittadino / essere umano [7]. Tale incapacità è innestata dallo Stato con frode, vale a dire senza il consenso dell’interessato (abuso della titolarità del nome [8]) al momento della dichiarazione di nascita del nuovo nato alla Prefettura e alla Procura della Repubblica, allorquando vengono attribuite al pupillo le cosiddette finzioni giuridiche (fictio iuris) denominate “soggetto giuridico e persona fisica” volte a vincolare l’essere umano alla P.A., o meglio, alle “amministrazioni o trustees statali” tramite i vari Pubblici Ufficiali [9].

 

[1] La NAZIONALITÀ definisce l’appartenenza ad una comunità per storia, religione, tradizione, cultura e lingua. Si acquisisce alla nascita, non si può cambiare e se ne può avere soltanto una: 1. PER “TERRA” > ius soli (ad es. negli USA > se sei nato in un luogo prendi la nazionalità di quel luogo; oppure: 2. “PER FILIAZIONE, PER SANGUE” > ius sanguinis > (ad es. in Italia non conta il luogo ma la nazionalità degli ascendenti). E’ un legame giuridico, un DIRITTO FONDAMENTALE correlato al principio di “autodeterminazione dei popoli” sancito dalla CARTA DELLE NAZIONI UNITE del 1945 e da numerose risoluzioni delle organizzazioni internazionali come dalla DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL’UOMO del 1948 (art. 15) e dalla CONVENZIONE EUROPEA SULLA NAZIONALITÀ del 1997 (art. 4). Definizione di CITTADINANZA in ambito giuridico. È la condizione giuridica di chi appartiene ad un determinato stato, o più precisamente, l’insieme dei diritti (elettorato attivo e passivo) e dei doveri (rispetto delle leggi) che l’ordinamento riconosce al cittadino. L’ordinamento italiano disciplina i modi d’acquisto della cittadinanza con la L.91/1992 e con il relativo regolamento di esecuzione adottato con il D.P.R.572/1993.
[2] Con la Pubblicità legale un atto amministrativo assume piena validità in quanto portato a conoscenza erga omnes, ovvero tutti coloro che possono avere interesse al contenuto dell’atto medesimo.
[3] Sul dovere di protocollazione relativo a un procedimento anagrafico o di Stato civile, per quanto possano verificarsi iniziative accidentali o spurie da parte di singoli operatori (in ogni caso responsabili ad personam) si può tranquillamente affermare che il Comune non può esentarsi dalla protocollazione, come citato [qui a pagina 9] dalla stessa ANUSCA, un’organizzazione seppur privata, fornitrice di servizi al personale dell’86% degli enti locali. Difatti, benché sia molto complesso definire a priori cosa protocollare e cosa no, sul Dpr 445/2000 nonché nei principi stessi dell’attività amministrativa si riscontra una chiara distinzione tra l’obbligo generico (Art.53, 5°comma) di protocollare tutta la documentazione in entrata e in uscita dall’Ente, con l’eccezione di alcuni documenti che non vanno protocollati perché, per loro natura sostanzialmente divulgativa, non necessitano di alcuna registrazione formale né di conservazione. In generale le istanze e le dichiarazioni dei cittadini non rientrano nell’eccezione che tra l’altro il testo del medesimo articolo indicherebbe in un numero finito di atti, col risultato che non potranno che finire nella regola generale, cioè essere protocollate!
[4] E’ stata la Legge 4 gennaio 1968, n. 15 ad introdurre l’istituto dell’autocertificazione nell’ordinamento italiano, disciplinando per la prima volta in modo completo ed organico la materia, cui hanno fatto seguito varie rettificazioni, tra cui quelle contenute nella Legge n. 127/1997 (a sua volta modificata dalla Legge n. 191/98) e dal regolamento attuativo emanato con DPR n. 403/1998, in vigore dal 23 febbraio 1999.
[5] Diritti inalienabiliLegge n. 881 del 25 ottobre 1977 Autorizzazione alla ratifica e ordine di esecuzione in Italia (Gazzetta Ufficiale n 333 del 7 dicembre 1977). Data della ratifica: 15 settembre 1978 (Gazzetta Ufficiale n 328 del 23 novembre 1978).
[6] Imposta di bollo (nessun costo!). Articolo 37 DPR 28.12.2000, n. 445. A) Le dichiarazioni sostitutive di cui agli articoli 46 e 47 del D.P.R 445/2000 sono esenti dall’imposta di bollo. Difatti, l‘art. 14 “Tabella Allegato B” del D.P.R. 642/1972 ex art. 37 – Esenzioni Fiscali – dice espressamente: …le autocertificazioni e le dichiarazioni sostitutive elencati negli articoli 46 e 47 dello stesso DPR sono esenti dall’imposta di bollo. B) L’imposta di bollo non è dovuta quando per le leggi vigenti sia esente da bollo l’atto sostituito ovvero quello nel quale e’ apposta la firma da legalizzare). 
[7] A ben vedere, la definizione di “essente [umano]” al posto di “essere [umano]” è più profonda perché fissa meglio il lemma “essere”, unisce le parole “essere” ed “ente” (dal latino: ens – entis) ma è anche il Participio presente del verbo essere. Dicendo “essere [umano]” usiamo l’infinito del verbo essere, che esprime qualcosa di poco vivo, di statico. Il Participio presente “essente [umano]” esprime la vera forza insita nel verbo. “Essente” è in pratica “colui che è!”. Qui la conversazione sulla pagina FB di Popolo Unico.
[8] Abuso della titolarità del nome Artt. 6, 7 e 9 c.c. Ogni qualvolta la forma grafica del nome originale viene mutata senza autorizzazione del Titolare© del nome si configura reato di ABUSO. Quante volte ti scrivono e/o ti inviano fatture o ti fanno firmare contratti e ricevute o denunce riportanti il tuo nome e cognome in grafia “TUTTO MAIUSCOLO” (SOGGETTO GIURIDICO) oppure nome in “Alternato” e cognome “MAIUSCOLO” (Persona FISICA)? Qui https://goo.gl/O6ig8j Popolo Unico ce ne dà contezza e prove documentali, oltre che una sentenza della Procura della Repubblica che lo attesta… Vale per ex cittadini riconosciuti Personalità Giuridiche con capacità di agire e rappresentanza legale delle Finzioni giuridiche (fictio iuris) o Artefatti giuridici, ma anche per neonati e minori.
[9] Il consulente tecnico, il perito o l’addetto della P.A., l’ufficiale sanitario, l’insegnante o il preside di una scuola pubblica, il controllore sui mezzi pubblici, l’ufficiale giudiziario, il magistrato, il portalettere o il fattorino postale, ecc. Tutti loro sono considerati pubblici ufficiali nell’esercizio delle loro funzioni. Sono dei pubblici ufficiali, infine, gli appartenenti alle forze dell’ordine, quindi il poliziotto (anche Penitenziario), il carabiniere, il militare della Guardia di Finanza e della Guardia Costiera. Alle forze dell’ordine lo status di pubblico ufficiale è riconosciuto 24 ore al giorno.

 

 


 

√ Parlare di diritti umani inalienabili (questo e questo sono alcuni esempi) equivale ad esprimere quelle situazioni giuridiche riconosciute come fondamentali dell’essere umano e tali che neppure lo Stato può ostacolare nella loro realizzazione. Il viatico volto al recupero di tali diritti è costituito dalla Autocertificazione della qualità di Legale Rappresentante che, come detto, di fatto:

è un living trust di Jersey autodichiarato, di alto scopo umanitario, è un istituto giuridico di Diritto internazionale vigente in Italia come da ratifica della Convenzione de L’Aja del 1° luglio 1985, in forza della Legge 16 ottobre 1989, n. 364. Vi partecipa l’ “essere umano” a cui è riconosciuta per tramite del Trustee la “personalità giuridica per diritto di nascita, vale a dire, è riconosciuta la facoltà di esercitare in prima persona la CAPACITÀ DI AGIRE GIURIDICAMENTE senza l’ausilio o l’ingerenza di intermediari, difatti, il “Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici” (New York 16/12/66) declama: “OGNI INDIVIDUO HA DIRITTO, IN OGNI LUOGO, AL RICONOSCIMENTO DELLA SUA PERSONALITÀ GIURIDICA [10]è così possibile affermare che alla persona umana autodeterminata, dotata dalla nascita di crediti universali, in curatela del Legale Rappresentante, è riconosciuta la capacità di agire giuridicamente! Tale Patto internazionale è ratificato dall’Italia con la Legge 881 del 25/10/1977, la cui lettura è consigliabile per indagare i propri livelli o forme di violazione dei diritti fondamentali e conseguenti azioni di tutela in punto di diritto… Tale legge di ratifica contiene norme che assicurano concreta protezione all’esercizio dei diritti umani, imponendosi direttamente ai cittadini e agli Organi dello Stato.

[10] Personalità Giuridica. Nulla a che vedere con i Registri Prefettizi riguardanti l’iscrizione al “Registro delle persone giuridiche private” a cui è eventualmente concessa personalità giuridica, infatti, nel caso degli enti e delle associazioni all’interno degli stati la “personalità giuridica” è “attribuita, concessa”, diversamente che per la persona umana la cui soggettività giuridica, preesistendo al diritto positivo, “è. Vale a dire, deve essere semplicemente “riconosciuta”.

 


 

In Diritto internazionale la notifica dell’Autocertificazione della qualità di Legale Rappresentante a tutti gli effetti costituisce e fonda un Jersey Trust Autodichiarato. In essa, l’ “essere umano” (o meglio, come già detto l’ “essente umano”) è il Disponente (o Settlor) al di sopra di tutto, egli non ha giurisdizione di elezione se non quella “non scritta” della Legge Universale, preesistente ad ogni forma di diritto positivo. Il Disponente è titolare originario dei beni e diritti (beni materiali e beni giuridici, questi ultimi quali le predette finzioni giuridiche (Fictio iuris)[11] stabilite artificiosamente dallo Stato mediante la “Dichiarazione di nascita”), egli se ne spossessa – così generando il trust – e li attribuisce mediante affidamento al curatore “Trustee – Legale Rappresentante – sottoscrittore – mandatario…” che assume l’obbligo di amministrare e rappresentare detti beni e diritti segregati in trust per ogni esigenza notarile, legale, amministrativa, di notifica, ecc. come previsto dal Mandato / Accordo privato di trust. Una volta trasferito il diritto sui beni si è soliti dire che il disponente “esce di scena” e non riveste più alcun ruolo all’interno del trust.

 

 

[11] Finzioni giuridiche dette anche Funzioni giuridiche (Fictio iuris). Lo Stato, mediante la predetta “Dichiarazione di nascita” e conseguente Atto di Nascita attribuisce al nascituro l’appartenenza a due delimitate categorie: 1) SOGGETTO GIURIDICO (grafia maiuscola del nome e cognome), come attestato in seguito dalla Carta d’Identità, di pertinenza amministrativo – anagrafica a cura del Ministero degli Interni;  2) Persona FISICA (grafia del nome in alternato e del cognome in maiuscolo) di competenza della Procura della Repubblica, Ministero della Giustizia. (Tutto ciò alla stregua delle tradizionali “finzioni pretorie” come la fictio civitatis del mondo regnato dalla cultura giuridica degli Antichi Romani che attribuiva fittiziamente la cittadinanza romana allo straniero, con lo specifico fine di conferirgli legittimazione processuale…).

 


 

HAI CAPITO CHI È VERAMENTE, L’INDIVIDUO, IN PUNTO DI DIRITTO?
è un essere umano titolare di Personalità Giuridica a cui sono negati ben individuati Diritti inalienabili

(DUDU >>> goo.gl/Zt56BJ, CEDU >>> goo.gl/9Buapv).

Ricorrendo al Diritto internazionale, che secondo la prassi è fonte superiore alle leggi della Repubblica (l’articolo 10 della Carta Costituzionale dispone che l’ordinamento giuridico si adatti automaticamente alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute, in quanto tali norme sono considerate parte integrante del diritto della Repubblica), l’individuo fuoriesce dalla trappola dell’atto di nascita che lo aveva reso un’astrazione, una Finzione giuridica strumentale al Sistema.

 

 

TENTATIVO DI SINTESI

 

 

√ La AUTOCERTIFICAZIONE della QUALITÀ di LEGALE RAPPRESENTANTE (D.P.R. 28.12.2000, n. 445, Art. 46 lettera u) è un atto pubblico che fa prova legale, enuncia “stati, qualità personali o fatti a diretta conoscenza dell’interessato, ed in più esprime la volontà di azionare determinate condotte o atti. Di tale autocertificazione, in Diritto civile, la fidefacienza (veridicità) è requisito imprescindibile perché si possa considerare atto pubblico (Art. 2699 c.c., Art. 483 c.p.).

√ De facto, detta autocertificazione realizza un Jersey Trust Autodichiarato così vincolando ex novo al beneficiario i beni (beni materiali + beni giuridici come ad es. le Finzioni giuridiche o Fictio iuris) anteriormente intestati alle fictio iuris ed amministrate dal Trustee – Legale Rappresentante. La “segregazione dei beni” è aspetto saliente ed essenziale del trust e, secondo l’art. 11 della Convenzione de L’Aja costituisce l’effetto minimo del riconoscimento di un trust costituito in conformità della legge che lo regola. I beni conferiti al fondo in trust, dunque, sono segregati, vale a dire non appartengono né al Settlor/Disponente, né al Trustee e l’effetto segregativo trova legittimazione nella stessa Convenzione de L’Aja del 01/07/1985 ratificata dall’Italia con la Legge 09/10/1989, n. 364 entrata in vigore il 01/01/1992. La caratteristica più rilevante del trust è che i beni o i diritti oggetto dello stesso non vengono trasferiti ma concretizzano la sola apposizione di un vincolo di destinazione del patrimonio del Settlor/Disponente: i beni costituiscono un patrimonio separato, isolato da quello del Trustee, inattaccabile dai suoi creditori, poiché sono assenti formali effetti  traslativi.

Due sono le condizioni per cui i beni non possono essere aggrediti dai creditori del Settlor/Disponente, seppure tali cespiti siano “usciti” dalla sua sfera di appartenenza, a seguito del trasferimento al trustee:

  1. che il conferimento in trust sia ben anteriore al decreto ingiuntivo per insolvenza debitoria;
  2. di non essere in presenza di debitore esecutato e sottostante ad un procedimento di esecuzione forzata come il pignoramento.

 


 

PER COMPLETEZZA (Diritto positivo):
  1. CHE COSA PUÒ ESSERE OGGETTO DI UN TRUST? I beni che fanno parte di un patrimonio familiare o aziendale o parti di essi possono entrare in un trust, come a puro titolo di esempio: titoli di credito, conti bancari e somme di denaro, azioni, quote di società immobiliari, preziosi ed opere d’arte, quote di fondi comuni d’investimento, azioni quotate in Italia o all’estero, immobili ecc. Inoltre, in un trust può entrare sia la piena proprietà, sia la nuda proprietà di un bene.
  2. I TRUST INTERNI: AMMISSIBILITÀ IN ITALIA. Con il recepimento della convenzione dell’Aja del 1° luglio 1985, ratificata in Italia con legge 16 ottobre 1989, n. 364, entrata in vigore dal 1° gennaio 1992, l’istituto del trust è stato formalmente accettato nell’ordinamento italiano, ne discende l’ormai pacifica trascrizione dei beni ricompresi nel trust al trustee proprio per rendere concreto l’effetto segregativo (circolare Agenzia delle Entrate del 22 gennaio 2008, n. 3) essenza del trust, che altrimenti risulterebbe inopponibile a terzi. La legge regolatrice può essere sia quella del modello inglese, sia quella del modello internazionale, ossia emanata negli ultimi quindici anni da numerose ex colonie britanniche sedi di centri finanziari internazionali (Jersey, Guernesey, Isola di Man, Malta, Isole Cayman, Bermude, Bahamas), ovvero quella del modello dei paesi di civil law, come ad esempio i paesi sudamericani, il Licthenstein (treuhand), il Principato di Monaco, S. Marino e Israele.
  3. PER EFFETTO DELLA CONVENZIONE quindi, un cittadino italiano può istituire un trust – rapporti giuridici istituiti da una persona – con atto tra vivi o mortis causa per disporre dei propri beni e porli sotto il controllo di un trustee nell’interesse di uno o più beneficiari o per raggiungere un fine specifico.
  4. CARATTERISTICHE
    a) i beni del trust costituiscono un fondo separato e non fanno parte del patrimonio del trustee (cd. “segregazione del patrimonio del trust”);
    b) i beni del trust sono intestati al trustee;
    c) il trustee è investito del potere e onerato dell’obbligo di gestire o disporre dei beni secondo i termini del trust e le norme impostegli dalla legge.
    In breve, con la creazione di un trust, il settlor o disponente si spoglia di alcuni suoi beni e li trasferisce al trustee, che ne diviene proprietario. Il trustee deve esercitare il diritto di proprietà di cui è investito, secondo quanto stabilito nell’atto istitutivo e non a proprio vantaggio, bensì nell’esclusivo interesse del beneficiario o dei beneficiari indicati nell’atto istitutivo del trust, ovvero per il raggiungimento di uno scopo. Gli elementi distintivi di un trust sono quindi il trasferimento della piena titolarità del diritto di proprietà al trustee e la segregazione del patrimonio del trust.
  5. RICONOSCIUTA LA VALIDITÀ del “Trust Autodichiarato”. Vedi QUI.
  6. NOTA FISCALE TRUST AUTODICHIARATO. Vedi QUIQUI e QUI. Inoltre: tassazione dovuta in misura fissa (Cass. civ. sent. n. 21614/2016) (C.T.R. Campania sent. n. 4710 del 24.05.2017). Vedi QUI e QUI. L’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 43/e del 10/10/2009 prima e con la successiva circolare n. 61/e del 27/12/2010 poi, ha fornito un elenco di ipotesi in cui un trust è da considerare soggetto fittiziamente interposto, vale a dire non esistente.
  7. OBBLIGHI FISCALI
    Il “trust” nel Diritto positivo deve:
    – presentare annualmente la dichiarazione dei redditi (cfr. circolare 48/2007 dell’Agenzia delle Entrate), anche se trasparente;
    – acquisire un proprio codice fiscale;
    – ottenere la partita Iva laddove si eserciti un’attività d’impresa.
I dettami tributari del “trust” prevedono inoltre, obbligatoriamente, la tenuta delle scritture contabili, a seguito delle modifiche introdotte dalla legge 296/2006 all’articolo 13 del Dpr 600/73. I “trust” che hanno per oggetto esclusivo l’esercizio di attività commerciali devono tenere le scritture contabili previste dall’articolo 14, mentre quelli che esercitano attività commerciale in forma non esclusiva sono obbligati alla tenuta delle scritture contabili ex articolo 20 dello stesso Dpr 600. In base all’attività svolta, il “trust” può essere anche soggetto all’Irap.
INOLTRE:
  • PIGNORAMENTO INVALIDO se notificato ad un soggetto giuridico inesistente: il Trust. Vedi QUI. Difatti, come detto, i beni posti in Trust costituiscono, a tutti gli effetti, un patrimonio separato rispetto ai beni residui che compongono il patrimonio del Disponente e del Trustee.  Ne deriva, quale principale conseguenza, che i beni vincolati alle finalità del Trust, non potranno cioè essere oggetto di azioni cautelari o esecutive da parte di creditori personali:
    1. del Disponente, non essendo più gli stessi di sua proprietà;
    2. del Trustee;
    3. del/dei Beneficiari, ove esistenti, almeno nella misura in cui questi abbiano una mera aspettativa di godere in futuro del patrimonio e/o dei suoi frutti.
      [Circa lo scopo del trust, oltre che un beneficiario diretto del reddito del trust, vi può anche essere una figura diversa quale beneficiaria finale dei beni che residuano al termine del trust].

* * *

La Legge di Jersey [(Trusts Jersey Law del 1984, poi emendata dalla Trusts (Amendment) (Jersey) Law del 1989, dalla Trusts (Amendment No. 2) (Jersey) Law del 1991, dalla Trusts (Amendment No. 3) (Jersey) Law del 1996 e da ultimo dalla Trusts (Amendment No. 4) (Jersey) Law del 2006)] si sostanzia nell’affidamento dei beni a un trustee (non necessariamente un terzo) affinché questo li amministri. Si noti che trustee ben può esserlo a pieno titolo lo stesso disponente poiché la Convenzione dell’Aja ammette il “Trust autodichiarato” in quanto legittimo ed ammissibile, idoneo a segregare, nel patrimonio del disponente ovvero del trustee, i beni destinati allo scopo per il quale il trust è istituito.

 

Buon trust a tutti.

 

 

 

Gli studi  e  lo schema  di realizzazione della “Autocertificazione della Qualità di Legale Rappresentante” sottostante all’istituto giuridico del “Jersey Trust autodichiarato” in Diritto internazionale originano da questo gruppo di studio.

 

 

libera-scelta

● Scopo. Un semplice parere, giusto o sbagliato che sia, formato sui contributi di P.U. (*)

popolounicolaricercacontinuaLo scopo  dell’Autocertificazione della qualità di Legale Rappresentante, costituente il tuo trust, personificando il nuovo trustee delle tue finzioni e funzioni giuridiche (così annullando il trust formato illecitamente dallo Stato, nullo ab origine perché “indotto” all’atto di nascita) è quello di riprendere saldamente il controllo della tua personalità giuridica libera da qualsiasi autorità, avente  la facoltà di esercitare in prima persona la capacità di agire giuridicamente senza l’ausilio o l’ingerenza di intermediari. La personalità giuridica è un istituto riconosciuto ad ogni individuo alla nascita solo per il fatto di esistere… (Cit. prof. A. Papisca: “Quella della Persona Umana è Personalità giuridica di Diritto Universale, UN DIRITTO SUPER-COSTITUZIONALE per sua intrinseca natura…”).

QUINDI:

Art. 6 – Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

(Recepito nell’ Art.16, Parte terza, Legge 25 ottobre 1977, n. 881)

Ogni individuo ha diritto, in ogni luogo, al riconoscimento della sua personalità giuridica. (Cit. prof. A. Papisca: “Avere personalità giuridica significa “esistere” per un ordinamento giuridico, naturalmente con diritti, doveri e responsabilità.).

Il riconoscimento del fatto che la persona umana, in quanto tale, è soggetto, non oggetto di diritto, è atto dovuto. Quale ritolare di diritti che ineriscono alla dignità umana, la persona nasce come soggetto giuridico. Gli ordinamenti giuridici non esisterebbero senza la persona umana, poiché questa ne è il fondamento.

L’immigrato irregolare, il Nomade o i cosiddetti homeless (senza dimora) o sans-papiers non sono “sconosciuti” al diritto, tanto meno “inesistenti” per esso.

La “soggettività giuridica” è distinta dalla “cittadinanza”, come d’altronde stabilisce la Dichiarazione universale che dedica specificamente alla seconda l’articolo 15. Essa è uno status primordiale della persona, le cui modalità o articolazioni operative – per l’esercizio di diritti e di doveri – sono specificate appunto nello statuto di cittadinanza: questo avviene, storicamente, all’interno dei singoli ordinamenti statuali.

La personalità giuridica dell’essere umano va distinta dalla personalità giuridica di strutture organizzate che sono create per il conseguimento di determinati fini: gli stati, i comuni, le organizzazioni intergovernative, le camere di commercio, le università, le associazioni. Per queste entità “derivate” si parla di “persone giuridiche” per distinguerle appunto dalle persone umane la cui soggettività giuridica, ripeto, ha carattere “originario”. E’ appena il caso di segnalare che la personalità giuridica degli enti derivati può essere di diritto pubblico o di diritto privato.

Nel caso degli enti e delle associazioni all’interno degli stati la personalità giuridica è “attribuita” o “concessa”, diversamente che per le persone umane la cui soggettività giuridica, preesistendo al diritto positivo, è, deve essere semplicemente ‘riconosciuta’. Nei tempi, non propriamente preistorici, in cui studiavo il Diritto internazionale, nei relativi manuali trovavo un capitolo o, addirittura, un paragrafo intitolato: “L’individuo, oggetto del Diritto internazionale”. L’assunto era che soltanto gli Stati ne erano i soggetti, unici ed esclusivi: le persone umane erano ‘cosa loro’, come dire un affare interno alla rispettiva giurisdizione domestica. La dogmatica giuridica che argomentava sulla persona umana ‘oggetto’ è stata ampiamente usata ed abusata dalle ideologie che esaltavano, o addirittura deificavano, lo Stato come soggetto giuridico iperumano.

Con l’avvento del Diritto internazionale dei diritti umani, la persona umana viene liberata nella sua soggettività giuridica originaria e trionfa dunque sulla perniciossima idolatria statualistica”. 

RI-CITO:

“Quella della persona umana è personalità giuridica di diritto universale, un diritto SUPER-COSTITUZIONALE per sua intrinseca natura”.

Non riconoscendoti nel soggetto di diritto internazionale “Persona Umana” NON DISPONI PIENAMENTE DEI TUOI DIRITTI: non vi accedi perché la CITTADINANZA si innesta, negandoli, tra te e questi diritti inalienabili.

I tuoi diritti sono “accantonati” mediante l’attribuzione coatta della “cittadinanza” (non confonderti con la nazionalità, che è un’altra cosa).

Il LR, quale trustee del nuovo trust,

  • amministra e dispone in modo esclusivo di tutte le funzioni – finzioni giuridiche stabilite artificiosamente a suo tempo dallo Stato, in capo all’individuo, così rendendolo cittadino;
  • solleva l’individuo dagli INDEBITI obblighi cui era stato fatto segno illegittimamente, attribuitigli senza il suo consenso…

(*) https://www.popolounico.org/

 

 

 

Gli studi  e  lo schema  di realizzazione della “Autocertificazione della Qualità di Legale Rappresentante” sottostante all’istituto giuridico del “Jersey Trust autodichiarato” in Diritto internazionale originano da questo gruppo di studio.

● Difensore dei Diritti Umani Universali

I diritti umani vogliono difendere la persona in quanto essere umano, da qualunque tipo di attacco proveniente da chiunque. Noi siamo tutti quanti, a pienissimo diritto, “sovranazionalmente” ed in modo plenipotenziario “human rights defenders” “difensori dei diritti umani”. QUI il link alla “Dichiarazione delle Nazioni Unite sui Difensori dei diritti umani”. Quella che segue è la Coalizione sui difensori dei diritti umani, composta e sostenuta da:

AIDOS,

Amnesty International,

Associazione Antigone,

Centro di Ateneo per i Diritti Umani,

Università di Padova,

Coalizione Italiana Libertà e Diritti Civili,

AOI,

ARCI,

ARCS,

Associazione Articolo 21,

CGIL,

Comitato Giustizia per i Nuovi Desaparecidos,

COSPE, Fondazione Lelio e Lisli Basso-Issoco,

Giuristi Democratici,

Greenpeace Italia,

Legambiente,

Libera,

Associazioni Nomi e Numeri contro le mafie,

Non c’è Pace senza Giustizia,

Operazione Colomba,

Radicali Italiani,

Rete per la Pace,

Terra Nuova,

Peace Brigades International – Italia,

Progetto Endangered Lawyers/Avvocati Minacciati,

Unione Camere Penali Italiane,

Un ponte per…

 

Pochi giorni fa, precisamente il 31 gennaio, la Commissione Esteri della Camera dei Deputati ha approvato la risoluzione sui Difensori dei Diritti Umani che riprende le richieste della Coalizione. Di seguito il testo integrale che merita di essere letto con attenzione per conoscere quanto messo in atto in altri Paesi e gli impegni richiesti all’Esecutivo italiano.

 

Risoluzione n. 7-01051 Tidei: Sulla tutela dei difensori dei diritti umani

RISOLUZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE

La III Commissione,

premesso che:

  • la tutela dei diritti umani fondamentali rappresenta una delle principali innovazioni normative della cultura giuridica occidentale. Dignità umana, libertà, democrazia, uguaglianza, Stato di diritto e rispetto dei diritti umani sono valori conclamati e sanciti con forza nella nostra Carta costituzionale, nella Carta dei diritti fondamentali e nei Trattati dell’Unione europea, nella Convenzione europea dei diritti dell’uomo, nonché nella Dichiarazione universale dei diritti umani;
  • come riportato da numerose organizzazioni non governative, in ogni parte del mondo esistono ancora violazioni dei diritti fondamentali; secondo l’ultimo rapporto di Amnesty International sono almeno 113 i Paesi nei quali la libertà di espressione e di stampa viene limitata, mentre in almeno 36 Paesi del mondo si sono registrate violazioni dovute alla presenza di gruppi o milizie armate e in 122 Paesi ci sono stati episodi di tortura documentati;
  • anche in alcuni Paesi membri dell’Unione europea, vanno diffondendosi politiche e azioni tese a violare i diritti umani e le libertà fondamentali;
  • i difensori dei diritti umani sono persone, gruppi di persone od organizzazioni che promuovono e proteggono i diritti umani attraverso mezzi pacifici e non violenti;
  • il riconoscimento giuridico dei difensori dei diritti umani è avvenuto con la «Dichiarazione sul diritto e la responsabilità degli individui, dei gruppi e degli organi della società di promuovere e proteggere le libertà fondamentali e i diritti umani universalmente riconosciuti», più nota come «Dichiarazione sui difensori dei diritti umani». Questo atto, dall’indiscutibile autorevolezza morale, ha il pregio di riconoscere formalmente la «difesa» dei diritti umani come un diritto in sé e di riconoscere gli individui che agiscono in difesa dei diritti umani come «Human Rights Defenders». A seguito di questo notevole riconoscimento giuridico, nel 2000, è stato compiuto un altro importante passo in avanti quando la Commissione dei diritti umani delle Nazioni Unite ha chiesto al segretario generale di nominare uno «Special Rapporteur on human rights defenders» con il compito di monitorare e di concretizzare l’attuazione della Dichiarazione;
  • la suddetta Dichiarazione, adottata perconsensus dall’Assemblea generale, pur non avendo valore vincolante, gode di un’indiscutibile autorevolezza morale sul piano internazionale e nazionale, costituendo, al tempo stesso, un impegno da parte degli Stati membri a mettere in atto le sue disposizioni;
  • non soltanto a livello internazionale, ma anche a livello europeo, l’azione a tutela dei diritti umani riveste un’importanza centrale. L’Unione europea, sin dalla sua nascita, è annoverabile fra i soggetti internazionali maggiormente impegnati nella protezione dei diritti fondamentali, accanto alle Nazioni Unite. Invero, il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, oltre al consolidamento della democrazia e dello Stato di diritto, costituiscono alcune tra le finalità dell’azione esterna dell’Unione europea (articoli 3 e 21 Trattato sull’Unione europea). In tale quadro si ricollega l’azione europea di sostegno ai Difensori dei diritti umani, che è dal 2004 un elemento stabile dell’azione esterna dell’Unione europea per quanto concerne le politiche di sostegno ai diritti umani;
  • la cornice giuridica onusiana e relativa alla tutela e alla protezione dei difensori dei diritti umani è stata accolta favorevolmente anche a livello europeo. In tal senso gli «Orientamenti dell’Unione europea sui difensori dei diritti umani» costituiscono un solido quadro per i lavori comunitari volti alla promozione e alla tutela dei diritti umani nell’azione pratica della politica estera. Tali «Orientamenti» permettono di avere una visione completa del ruolo e delle aspirazioni dell’Unione europea in tale ambito e ne costituiscono uno strumento pratico di attuazione, elaborato per produrre un concreto impatto sulla protezione dei diritti umani nei Paesi terzi;
  • un contributo fondamentale alla protezione delle tematiche legate alla salvaguardia dei diritti umani viene fornito dal gruppo di lavoro «Diritti umani» (COHOM) creato nell’ambito del Consiglio dell’Unione europea, nel 1987. Tale gruppo è deputato alla individuazione delle situazioni nelle quali l’Unione europea è chiamata a intervenire;
  • l’attenzione verso i difensori dei diritti umani si è manifestata anche a livello di singoli Paesi. Normative innovative e buone pratiche nazionali rappresentano importanti presidi volti alla protezione e difesa dei difensori e degli attivisti in pericolo nei loro Paesi d’origine; Paesi come la Finlandia, la Norvegia, la Svizzera, gli Stati Uniti, l’Irlanda, la Spagna, i Paesi Bassi, la Gran Bretagna e la Repubblica Ceca hanno tutti adottato strategie efficaci per la tutela dei difensori dei diritti umani;
  • esistono interessanti esempi, come:
  1. i «visti umanitari» proposti dal Governo irlandese. Dal 2006 l’Irlanda ha un processo accelerato per le procedure di ingresso degliHuman Rights Defenders in pericolo, attraverso il rilascio facilitato di un visto Schengen di tre mesi su basi umanitarie, con lo scopo di fornire un approccio rapido al processo di richiesta di un visto, in modo da permettere ai difensori, in momentaneo pericolo, di viaggiare in Irlanda per brevi periodi di tempo;
  2. le «Shelter Cities» (città rifugio) olandesi. Il Governo olandese prevede in alcune città la disponibilità di offrire rifugio temporaneo, dai tre ai sei mesi, ai difensori dei diritti umani quando questi sono seriamente minacciati a causa del loro operato da attivisti. Il programma fornisce per ogni difensore: alloggio, una persona di riferimento locale in ogni città aderente, la copertura totale delle spese di viaggio e vitto, l’assicurazione sanitaria, l’opportunità di forse deitraining per incrementare il livello di preparazione del suddetto;
  3. la normativa nazionale della Spagna. Il programma spagnolo per la tutela e la salvaguardia dei difensori dei diritti umani, inizialmente indirizzato ai Paesi dell’America latina, attualmente aperto a tutte le nazionalità, anche se tuttora rimane utilizzato principalmente per gliHuman Rights Defenders provenienti dall’America Latina. In concreto, l’identificazione degli Human Rights Defenders in pericolo è effettuata dalle organizzazioni non governative sul campo, dagli attori statali oppure dagli stessi Human Rights Defenders che si rivolgono ad un’ambasciata. Conseguentemente, l’ambasciata provvede a verificare i casi prima di riferirli, attraverso un canale sicuro, all’Ufficio per i diritti umani del Ministero degli affari esteri spagnolo. La Spagna è organizzata anche a livello regionale, attraverso la creazione di «Shelter Cities Programme»;
  4. il programma europeo denominato ProtectDefenders.eu. Esso consiste in un meccanismo di protezione per gliHuman Rights Defenders, ed è stato creato affinché l’Unione europea provveda a fornire un supporto stabile, omnicomprensivo e gender-sensitive agli individui e/o agli attori locali che combattono per promuovere e per difendere i diritti umani nel mondo. Tale meccanismo si prefissa di raggiungere tutti gli Human Rights Defenders, anche quelli che lavorano nelle aree più remote e in Paesi nei quali è particolarmente pericoloso lavorare in difesa dei diritti umani. Ha un particolare focus sui difensori maggiormente vulnerabili, vale a dire: donne protettrici dei diritti umani, difensori dei diritti dei LGBT, ambientalisti, difensori per i diritti sociali ed economici, difensori delle minoranze, avvocati e tutti quelli che combattano per la libertà di espressione e di associazione;
  5. ci sono molte organizzazioni non governative che offrono un sostegno straordinario ai Governi nella protezione degli attivisti che operano in scenari complessi, di guerra e non solo;
  6. anche nel corso della presente legislatura sono state depositate in ambi i rami del Parlamento alcune proposte di legge volte all’istituzione della Commissione nazionale per la promozione e la tutela dei diritti umani, il cui percorso d’esame e d’approvazione deve essere sostenuto e accelerato,

impegna il Governo:

  • a dare attuazione, in linea con quanto già fatto da altri Stati membri, agli orientamenti dell’Unione europea in materia di salvaguardia dei difensori dei diritti umani;
  • a definire le modalità per assicurare un coordinamento per la tutela dei difensori dei diritti umani che, mediante il coinvolgimento di tutti i Dicasteri competenti e sulla base delle necessarie risorse finanziarie, valuti le migliori modalità di accoglienza e protezione, inclusa la possibile definizione di apposite modalità di ingresso e soggiorno per il ricollocamento temporaneo;
  • a sostenere le iniziative a favore della tutela e protezione dei difensori dei diritti umani discusse nel competente gruppo di lavoro del Consiglio dell’Unione Europea anche in attuazione del Piano d’Azione UE sui diritti umani e la democrazia 2015-2019;
  • a sostenere iniziative volte alla promozione di un coordinamento con organizzazioni non governative ed enti religiosi disposti a creare una rete di protezione nei Paesi di provenienza degli attivisti;
  • a sostenere ogni iniziativa finalizzata al coordinamento delle iniziative del MAECI con quelle simili adottate dagli altri Stati membri e a livello europeo.

Buona visione

 

 

 

Gli studi  e  lo schema  di realizzazione della “Autocertificazione della Qualità di Legale Rappresentante” sottostante all’istituto giuridico del “Jersey Trust autodichiarato” in Diritto internazionale originano da questo gruppo di studio.