● Riprendiamoci il diritto!


“Tutti gli esseri umani sono dotati di coscienza e di ragione, e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza” [Art. 1 – Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo].

Il diritto è, dopo il linguaggio, la più grande creazione dell’intelletto umano. Il diritto esprime inequivocabilmente il potere e la capacità della ragione di ordinare e organizzare la società affinchè sia garantita la pacifica e libera convivenza degli individui. Il diritto può investire una parola, una frase, di una vis, di una forza coercitiva tale da trasformarla in un comando cui ci si deve tendenzialmente uniformare, se non si vuole incorrere nelle conseguenze che il diritto stesso prevede in sè.

Ubi societas ibi ius: dove c’è società, c’è diritto. Il diritto, ci ricorda Ermogeniano, è hominum causa, ovvero nasce con l’uomo e per l’uomo. In questo senso, allora, il diritto è ordinamento osservato; esso è frutto, cioè, dell’auto-organizzazione e dell’assoggettamento spontaneo alle norme in quanto ritenute valide e condivisibili dagli stessi individui che hanno deciso di darsi un ordinamento giuridico (un sistema di norme) e a cui quelle regole sono rivolte. Se ne deduce che il diritto esprime la società e il bisogno di (auto)organizzazione degli individui. Il diritto non è, allora, tanto un comando (una legge imposta) che proviene dall’alto, ma un’esigenza che sale dal basso. Dalla rivoluzione francesce abbiamo ricevuto una scomoda eredità, che ci parla del primato della legge, ma la forma più alta di diritto si esprime invero nella consuetudine, cioè in un comportamento spontanemente adottato dai consociati perchè ritenuto obbligatorio.

Oggi questa visione elevata ed autentica del diritto è pressochè scomparsa e la legge viene utilizzata principalmente come strumento di controllo sociale, il tutto in barba ai diritti umani e con le gravi conseguenze cui tutti possono assistere, anche solo accendendo la tv. Ma così facendo gli organi di governo implicitamente ammettono l’abuso e perdono de facto la propria legittimazione ad esistere ed esercitare il potere concesso loro dai consociati. In altre parole, nel toglierci i nostri diritti, ci hanno legittimato ad agire per il loro integrale recupero. E tutto ciò è concretamente possibile ed attuabile: lo si può fare agevolmente, proprio attraverso il diritto, e senza necessariamente dover passare per un tribunale.

In questo blog, metto a disposizione le mie conoscenze in ambito giuridico, frutto di un lungo percorso di studi e di anni di esercizio della professione forense, affinchè ogni essere umano sia messo in condizione di riappropriarsi del diritto, che costituisce la più grande arma contro ogni genere di sopruso. Il diritto invero tutela e protegge l’umanità fin da quando è nato, assieme alla società; pertanto, il solo modo per ottenere il controllo e l’asservimento di un individuo, è quello di nascondere il diritto ai suoi occhi (così egli non saprà quali sono i suoi diritti). Per fortuna, questi abusi, questi scempi orrendi, hanno le ore contate.

 

(Tratto da Demetrio nato Priolo)

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3 thoughts on “● Riprendiamoci il diritto!

  1. Caro Marco, Trust significa anche diritti umani, vale a dire quelle situazioni giuridiche riconosciute come fondamentali della persona umana e tali che neppure lo Stato può ostacolare nella loro realizzazione.
    La Legale Rappresentanza è di fatto un living trust auto-dichiarato, non italiano seppur qui residente.
    È un ente di alto scopo umanitario giuridicamente riconosciuto, vigente finanche nella potestà giudiziale
    del Diritto internazionale.
    Vi partecipa un solo individuo, l’essere umano, a cui è attribuita la personalità giuridica, vale a dire la facoltà di esercitare in prima persona la capacità di agire giuridicamente, senza l’ausilio o l’ingerenza di intermediari, è riconosciuta nel Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici (New York 16/12/66) ratificato dall’Italia con la Legge 881 del 25/10/1977 (Parte terza – Art. 16 – Ogni individuo ha diritto, in ogni luogo, al riconoscimento della sua personalità giuridica). Tale legge contiene norme che assicurano una diretta protezione concreta all’esercizio dei diritti umani, imponendosi direttamente ai cittadini e agli organi dello Stato.
    Quanto si trova segregato nella LR, che è un trust auto-dichiarato, è conforme alla legge in quanto il disponente (settlor “il proprietario dei beni”) se ne spossessa e li attribuisce ad un curatore (trustee) che assume l’obbligo di amministrarli secondo quanto previsto dall’accordo di trust nell’interesse del beneficiario individuato dallo stesso disponente.
    Il Legale Rappresentante, quale trustee, amministra e dispone in modo esclusivo tutte le funzioni-finzioni giuridiche stabilite a suo tempo dallo Stato, artificiosamente, in capo all’individuo. Con le finzioni giuridiche lo Stato attribuisce d’imperio all’individuo (all’AdN) l’appartenenza a delimitate categorie (denominate soggetto giuridico e persona fisica) alla stregua delle tradizionali “finzioni pretorie” del mondo regnato dalla cultura giuridica dei romani, come la fictio civitatis, quale attribuzione fittizia della cittadinanza romana allo straniero, con lo specifico fine di conferirgli legittimazione processuale…

    ESTRATTO DAL MIO ARTICOLO DEL 6 LUGLIO 2016 >>> goo.gl/tWrtpT

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