● Scatenano un conflitto mondiale

…con le FakeNews occidentali -grazie ai filmini fake dei WhiteHelmets– tutto per fare un favore a Israele e USA.

Gli esperti dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche sono già in Siria ed entreranno domani nella città di Doma per provare l’utilizzo di agenti chimici nella ex roccaforte dei ribelli nei sobborghi di Damasco.

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Difatti [fonte L’Antidiplomatico] il rappresentante russo all’Onu considera inaccettabile che l’OMS riceva informazioni poco attendibili dai sedicenti ‘caschi bianchi’ sull’avvelenamento di 500 persone nella città siriana di Douma, ritenendo che servono solo ad alimentare la tensione.

I membri dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) hanno mostrato una mancanza di responsabilità quando hanno rilasciato accuse secondo cui circa 500 persone hanno chiesto aiuto medico nella città siriana di Douma il 7 aprile scorso con sintomi di avvelenamento. Queste azioni da parte dei dipendenti dell’OMS non fanno altro che rafforzare i poteri che stanno alimentando il conflitto in Siria, ha affermato Gennady Gatilov, rappresentante permanente della Russia presso l’Ufficio delle Nazioni Unite e altre organizzazioni internazionali a Ginevra, in una dichiarazione rilasciata all’agenzia russa TASS.

Gatilov considera la dichiarazione dell’OMS grave, sottolineando che “è stata fatta proprio quando la Siria aveva sperimentato un nuovo aumento delle tensioni”.

“Abbiamo tutti sentito parlare della possibilità di attacchi americani e l’emergere di una tale dichiarazione è nelle mani di coloro che si battono per uno scenario che prevede l’uso della forza in Siria”, ha osservato il diplomatico. “Lo consideriamo inaccettabile”.

“Abbiamo contattato i responsabili dell’OMS e abbiamo chiesto che presentassero fonti concrete di informazione su cui si basava questa affermazione, inoltre [abbiamo] chiesto loro di nominare i cosiddetti partner sanitari a cui si riferisce l’OMS e di fornire informazioni su cui le strutture mediche specifiche hanno interessato quasi 500 persone, chi le ha contate e chi ha fatto le diagnosi”. “Secondo le informazioni che possediamo, questi” partner “non sono altri che i rappresentanti della famigerata organizzazione dei ‘Caschi Bianchi'”, ha spiegato Gatilov.

“Consideriamo tutto questo come una diffusione flagrante e imprudente di informazioni non comprovate”, ha sottolineato Gatilov.

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Aggiornamenti >>>
Il Ministero della difesa russo svela dove e quando girato il video di attacco chimico in Siria.
https://sptnkne.ws/hpqF
http://www.ilgiornale.it/news/mondo/siria-mosca-e-damasco-accusano-servizi-stranieri-dietro-1515163.html
https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-esclusivo_massima_diffusione_presunto_attacco_chimico_a_douma_loms_di_ginevra_contraddetta_dallufficio_onu_in_siria/82_23669/

I partecipanti diretti alle riprese del video sulle “conseguenze di un attacco chimico” nella città di Duma in Siria hanno detto che il video è una messa in scena, ha dichiarato il maggiore generale Igor Konashenkov in un briefing venerdì.

“È stato possibile trovare i partecipanti diretti alle riprese di questo video e intervistarli. Oggi presentiamo un’intervista in diretta di queste persone. Gli abitanti di Duma hanno descritto dettagliatamente come sono state condotte le riprese alle quali hanno partecipato e che cosa hanno fatto” ha detto.

L’esercito russo è riuscito ad assicurarsi che queste siano proprio le persone riprese nel video. Secondo Konashenkov, tra queste ci sono due medici che lavorano in un ospedale locale nel pronto soccorso. Hanno detto che “tutte le vittime che sono state portate in ospedale non avevano sintomi di avvelenamento”.

“Durante il primo soccorso medico all’ospedale, sono entrate delle persone sconosciute, alcune di loro avevano videocamere. Queste persone hanno iniziato a urlare, a provocare panico e spruzzando con dei tubi dell’acqua sulle persone, gridando a tutti di essere a rischio di avvelenamento. I pazienti e i loro parenti in preda al panico hanno iniziato a versarsi acqua l’uno sull’altro” ha detto il rappresentante del Ministero della Difesa.

Dopo tutto questo è stato ripreso nel video, e le persone sconosciute “sono fuggite via rapidamente” ha aggiunto Konashenkov.

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INTERVALLO

Trova l’errore…

First Lady Assad & Mogherini

[First Lady Assad & Mogherini]
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● Le bugie su Assad

La maggior parte della gente è disorientata riguardo alle vere cause della guerra in Siria, dove vi è un caos completo.

Fondamentalmente si tratta di petrolio e gas

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Nel Golfo Persico c’è un giacimento di gas, il più grande esistente al mondo. Il Qatar, che ha una parte di questo giacimento, si è incontrato con la Turchia nel 2009, due anni prima del conflitto siriano. I signori del Qatar avrebbero voluto vendere il loro gas costruendo una pipeline che, attraversando Arabia Saudita e Siria, avesse raggiunto la Turchia, sbocco verso il mercato europeo, questo perché vogliono vendere il loro gas agli europei. Il gas in Qatar non serve a niente!

Si doveva chiedere ad Assad il permesso di attraversare il suo paese e il loro problema era che Assad ha risposto no! Al Qatar non è piaciuta la risposta, oltretutto, la proprietà dello stesso gas è rivendicata anche dall’Iran. Questo giacimento è speciale, una formazione interdipendente e accessibile lato Qatar e lato Iran. Gli iraniani hanno detto: “Noi vorremmo costruire la pipeline rossa”, hanno fatto la proposta a Assad che ha detto “Si”.

Non è un concetto complicato. L’Iran vuole mantenere Assad al potere.

Kuwait, Arabia Saudita e Turchia vogliono farlo cadere, e se poi vogliamo scavare più a fondo abbiamo americani e inglesi che hanno deciso di far cadere Assad. Così abbiamo da una parte l’alleanza dei paesi NATO (GB, USA, Francia, ecc.) che vogliono far cadere Assad uniti alle monarchie del Golfo (Qatar, Arabia Saudita) ed Erdogan in Turchia (paesi Sunniti) e dall’altra abbiamo gli Sciiti Iran, Hezbollah (Libano) che vogliono mantenere al potere gli Alauiti di Assad e i russi perché hanno due basi militari in Siria.

I russi non vogliono che il gas del Qatar arrivi in Europa perché hanno Gazprom!

Ci sono tante circostanze che sembrano complicate, ma lo sono perché si viene indotti nell’errore. Si possono confondere le cose presentandole in modo complicato e si può spiegare semplicemente un regime su base geopolitica, e questo avrebbe un senso: da una parte c’è un’alleanza Sunnita: Qatar, Arabia Saudita, Turchia più paesi NATO Gran Bretagna, Francia, USA… e dall’altra parte Russia, Iran, Hezbollah, Assad. La cosa va avanti da quattro anni. Abbiamo 400mila morti e da noi in Occidente viene solo raccontato che Assad è un “cattivone”, il boia di Damasco: di petrolio e di gas non si parla. Ci raccontano che finora non siamo intervenuti, che lo abbiamo fatto solo quando ha cominciato a massacrare il suo popolo, NON È LA VERITÀ. L’Arabia Saudita e la Turchia hanno miratamene introdotto Jihadisti radicali in Siria con il compito di destabilizzare la società siriana. E ha funzionato. Si danno armi a Jihadisti radicali e assassini e li si infiltra in un paese, così facendo si può destabilizzare qualsiasi paese. Nel 2011 è stata distrutta la Libia e ucciso Gheddafi. In Libia vennero trovate molte armi, furono requisite e spedite in aereo nella base di Incirlik, in Turchia! Da lì vennero distribuite al fronte Al Nustra, all’Armata Libera Siriana, a Al Qaeda (che in Siria si chiam Is…): da noi si spiega che questi sono ribelli! La parola ribelli non suona tanto male. Già, però la parola “Jihadisti” genera disagio, e motivo di disagio anche più profondo. I paesi della NATO (USA, GB, Francia, ecc.) sono dalla parte dei ribelli, DALLA PARTE DEI JIHADISTI.

Quando il popolo realizzerà cosa sta accadendo “la casa prenderà fuoco”.

Si dice che la NATO combatte il terrorismo. Tutto sommato questa cosiddetta guerra contro il terrorismo è una storia infarcita di bugie. Ci raccontano storie e non si sa quando, ma prima o poi, inciamperanno. Mettiamo che avete in casa un cane e un gatto che da 10 anni convivono pacificamente, un giorno tornate a casa e chiedete: “Dov’è il cane?” Il cane l’ha mangiato il gatto! Lo capite, qualcosa non va. Il punto è che non si può credere a tutto. Poi esce fuori: “Ah ah, ti ho fregato!” Veniamo continuamente messi a confronto con queste bugie. Esempio celebre: l’ex ministro degli esteri USA Colin Powell, prima dell’attacco all’Irak, mostra la fialetta e dice: “Saddam possiede armi di annientamento.” Oggi tutti sanno che era una bugia e forse il contenuto della fialetta era colore per pittori… Sfacciato!

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Siria in breve
1. In Siria, non c’è nessuna banca centrale correlata ai Rothschild.
2. La Siria ha vietato gli alimenti geneticamente modificati (OGM), coltivazione e l’importazione degli stessi.
3. La Siria è l’unico paese arabo che non ha debiti con l’ FMI (fondo monetario internazionale), né con la Banca mondiale, né con chiunque altro.
4. La famiglia Assad appartiene all’orientamento tollerante alauita dell’Islam.
5. Le donne siriane hanno gli stessi diritti degli uomini nello studio, sanità e istruzione.
6. Le donne in Siria non sono obbligate a indossare il burka. Sharia (legge islamica) non è incostituzionale ma è molto discussa.
7. La Siria è l’unico paese arabo con una Costituzione laica, che non tollera movimenti estremisti islamici.
8. Il 12% della popolazione siriana appartiene a uno dei molti rami cristiani sempre presenti nella vita politica e sociale.
9. Negli altri paesi arabi la popolazione cristiana non raggiunge l’0,8% a causa i maltrattamenti subiti.
10. La Siria è l’unico paese del Mediterraneo non invaso e che è rimasto proprietario delle risorse petrolifere rifiutando di privatizzarle.
11. La Siria ha un’apertura verso la società e la cultura occidentale come verso gli altri paesi arabi.
12. In Siria si tollera il pluralismo religioso.
13. Nell’ambito delle tensioni globali, la Siria era il solo paese, in zona, senza guerre o conflitti interni.
14. La Siria è l’unico paese al mondo che ha ammesso i rifugiati iracheni, senza alcuna discriminazione sociale.
15. Bashar Al-Assad ha un grande sostegno popolare…il 100%!!!
16. La Siria ha destinato ad imprese statali, una riserva di petrolio di 2,5 miliardi di barili.
17. La Siria si oppone all’espansionismo di Israele e alla sua apartheid verso i palestinesi.
18. La popolazione è ben informata sui pericoli della globalizzazione e del nuovo ordine mondiale.
19. La Siria è l’ultimo ostacolo che impedisce l’asservimento dell’umanità e la creazione dello stato sionista della Grande Israele.
20. Forse ora puoi capire meglio gli Stati Uniti che cosa hanno in mente…
Siria fact-checking informazione
Qualcosa di certo non convince nella scelta militare. Probabilmente sarebbe più importante attivare ogni genere di aiuto creando delle serie ONG per portare la ricostruzione totale.
https://www.youtube.com/watch?time_continue=241&v=k7LPILjBAmo
http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=6&pg=12639
https://www.lantidiplomatico.it/print.php?idx=6119&pg=23623
https://paeseidentitatradizioni.it/2018/04/12/siria-cosa-sapere-su-questo-stato-al-centro-delle-attenzioni-mondiali/
http://lamiaparteintollerante.altervista.org/quello-che-non-sai-sulla-siria-il-vero-motivo-dellattacco-al-presidente-assad/
https://www.maurizioblondet.it/breve-riassunto-delle-attivita-dei-rothschild-medio-oriente-nel-resto-del-mondo/
http://www.eunews.it/2015/12/04/siria-unaltra-guerra-per-il-petrolio/46292
http://vociscomode.caffedeigiornalisti.it/2017/12/28/un-mese-da-giornalista-in-siria-la-contabilita-del-terrore/
https://www.youtube.com/watch?v=rBNRJTs3Bf0
http://aanirfan.blogspot.it/2017/04/trump-at-war-with-assad-and-putin.html
https://www.youtube.com/watch?v=u-utmdstru0
https://www.valigiablu.it/siria-video-propaganda/
http://www.baldinicastoldi.it/libri/cerano-i-reporter-di-guerra/
http://alfredodecclesia.blogspot.it/2017/04/lattacco-di-armi-chimiche-in-siria-e.html
http://www.syrianprints.org/en/

AGGIORNAMENTO

Il nostro Boeing militare KC-767 ha nel frattempo raggiunto l’Arabia Saudita. Cosa fa laggiù? Andremo a rifornire in volo gli aerei sauditi che attaccheranno la Siria? Tutto questo sta avvenendo SENZA CHE SIA ANCORA INSEDIATO UN GOVERNO.

https://www.maurizioblondet.it/cosi-gentiloni-ci-portato-alla-guerra-impunito/

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● Moneta a debito e declino

https://sendvid.com/wxnj4fq3

Quando ci si domanda se è possibile per l’Italia fermare l’incredibile declino, occorrerebbe valutare quanto segue:

 

1) RIMUOVERE IL “VINCOLO ESTERNO”

Nel breve-medio periodo condizione necessaria ma non sufficiente per una ripresa e’ unicamente quella di un “cambio di sistema nel rapporto con l’estero”, ergo uscire da Euro e svalutare (qualsiasi altra azione, anche la piu’ condivisibile riforma, non puo’ matematicamente avere effetti nel breve-medio periodo per cambiarne la traiettoria; ma l’uscita dall’euro non garantisce sul medio-lungo periodo una crescita stabile), tornando ad una piena sovranita’ monetaria e valutaria.

È dimostrato nella simulazione >>> https://goo.gl/8CoZgR che conferma i Nove studi e rapporti a confronto sul break-up dell’Euro >>> https://goo.gl/KEoamX

dove si illustrano:

L’Analisi della Svalutazione del 1992-1995 >>> https://goo.gl/bvxyCh

Le tesi della Thatcher >>> https://goo.gl/eBd3as

Le tesi di George Dorgan (UBS-Reuter)>>> https://goo.gl/abzeWg

Le tesi di Bolkestein >>> https://goo.gl/L3qCr3

Le tesi di Kaldor >>> https://goo.gl/U7a2bx

Le tesi di ben 7 nobel >>> https://goo.gl/J4GDod

In conclusione, per gli euro-fanatici, qui è reperibile un Manuale che spiega le ragioni per cui ci conviene uscire >>> https://goo.gl/ZiQYno

 

2) RIMUOVERE I “VINCOLI INTERNI” 

Nel medio-lungo periodo condizione necessaria ma non Sufficiente per mantenere tale ripresa è unicamente quella di procedere rapidamente ad un “Cambio di sistema interno“, ergo, “Ridurre il peso della Tassazione” che per chi paga è insostenibile, nonché il blocco burocratico, “ristrutturare la Spesa Pubblica” efficientando gran parte della spesa corrente, riducendo una serie di voci, e nel contempo aumentando la spesa per Investimenti, per Ricerca e Sviluppo, e quella di protezione sociale e di supporto alle famiglie (all’epoca avevamo fatto un grosso lavoro a riguardo, evidenziando le storture della spesa pubblica, che trovansi qui >>> https://scenarieconomici.it/manovra-shock-da-150-miliardi-di-riduzione-delle-tasse-e-spese-per-far-rinascere-litalia/

 

3) RENDERE SOSTENIBILE LA NOSTRA DEMOGRAFIA

NEL LUNGHISSIMO PERIODO, quanto sopra non serve a niente, se non si fa una politica demografica decente e per tempo; una nazione che procede con un tasso di fecondità di 1,3 figli per donna da oltre 2 decenni, se continuerà con questi numeri, e senza una politica di immigrazione intelligente (che miri all’ingresso di forza lavoro nei momenti di sola espansione, in particolare di persone “integrabili“), avrà tra qualche lustro un profilo demografico insostenibile, con una popolazione anziana predominante, che comporta “costi” (sociali, previdenziali, sanitari) semplicemente insostenibili per la popolazione in età lavorativa.

Le misure da prendere sono semplici, ed adottate con successo dalla Francia (“reddito familiare”, “asili nido”, etc), ed ineludibili. Chi non affronta la questione demografica, semplicemente è privo di visione di lungo periodo e non ha dimestichezza con la “matematica”: i numeri sono inesorabili.

Altre strade semplicemente non esistono.

Ah, dimenticavo, questo è il “conto” >>> https://goo.gl/5LkJ69


La tesi riportata dal quotidiano tedesco (di orientamento conservatore) Die Welt non è nuova: l’eurozona è destinata prima o poi al fallimento per la mancanza di trasferimenti fiscali sufficienti. Come spiega Die Welt i trasferimenti fiscali sono uno degli strumenti indispensabili al funzionamento di una zona valutaria, insieme ad una elevata mobilità dei capitali e dei lavoratori (questa molto difficile in Europa a causa delle barriere linguistiche). In sostanza, l’assenza di trasferimenti fiscali rende l’euro una costruzione instabile e incapace di garantire equità economica e sviluppo armonico degli stati membri.
Tra i grafici a corredo dell’articolo uno in particolare merita attenzione. Si tratta dei trasferimenti fiscali USA ed eurozona a confronto, ovvero il saldo tra denari versati alla UE e denari ricevuti dalla UE degli stati aderenti all’euro zona rispetto ai saldi degli stati USA nel bilancio federale.
Ricordiamo che la spesa federale USA 2014 ($3.500 mld) vale il 20% del PIL USA (17.500 mld). La spesa UE (€145 mld, ed estesa a tutti i paesi, non solo all’eurozona) conta solo l’1% del PIL UE ( €14.300 mld).
Il grafico di Die Welt ci mostra due fatti:
1. I trasferimenti fiscali europei sono solo il 5% di quelli USA. L’eurozona non possiede dunque lo strumento più importante per attenuare gli squilibri di produttività e gli shock asimmetrici, al contrario degli USA e di tutte le altre unioni monetarie funzionanti del mondo, da Australia a India a Canada a UK, Germania Francia e Italia (prima dell’euro).
2. I già minuscoli trasferimenti fiscali in Europa non vanno poi a regioni povere come il Sud Italia, ma (anche) a stati ricchi come il Lussemburgo. Il ricchissimo Lussemburgo (maggior reddito procapite europeo) ottiene infatti paradossalmente trasferimenti europei pari al 4,1% del suo PIL. In pratica: il Sud Italia trasferisce parte delle sue imposte al Lussemburgo, via UE.
In sintesi: chiunque difenda l’euro citando il dollaro come esempio riuscito di moneta unica non sa quello di cui parla. Gli USA impiegano massicci trasferimenti fiscali tra stati ricchi e stati poveri per compensare gli squilibri e stabilizzare l’unione politica e amministrativa.
Per chiarire il concetto del ruolo essenziale dei fiscal transfers basta riportare l’abstract di un documento della Federal Reserve Bank di San Francisco: “Le tasse raccolte dal governo USA sono spese attraverso trasferimenti che promuovono l’equità economica tra stati. Questo sistema redistribuisce fondi tra stati più ricchi e più poveri nel lungo periodo e contribuisce a stabilizzare gli stati colpiti da shock economici temporanei. Sorprendentemente, poco o nulla di questa redistribuzione ed effetto di stabilizzazione deriva da trasferimenti di spesa attraverso programmi federali e servizi. Piuttosto, sono le differenze tra tasse federali pagate negli stati a produrre questi effetti. La ricerca suggerisce che un sistema simile di tassazione e trasferimenti nell’Unione Europea avrebbe potuto ridurre la divergenzaeconomica tra gli stati membri”
Nonostante queste informazioni siano alla portata di chiunque purtroppo si vedono ancora molti sedicenti economisti (e troll prezzolati) propugnare l’enorme sciocchezza del confronto tra euro e dollaro (sciocchezze talvolta proferite da gestori di fondi sovrani, in palese conflitto di interesse).
Die Welt conclude molto seccamente: o trasferimenti fiscali adeguati o fine dell’euro. E visto che decuplicare i contributi di stati ricchi come Germania, Olanda, Francia e Italia è politicamente impossibile, l’euro ha davanti a sé un avvenire né brillante né lungo.

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Concludendo (ringraziando CPC scenarieconomici.it anche per quest’ultima ulteriore analisi https://scenarieconomici.it/conto-delleuro-1-430-mld-fruttati-germania-290-mld-persi-italia/) >>>  direi: EURO-MONETA A DEBITO PRIMA E DOPO, TI DICE NIENTE?

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● Dicono: “Dobbiamo tagliare il debito” significa “⚠️devi tagliare il tuo conto corrente!”

LA COSA INTERESSANTE È QUESTA: IL DEBITO PUBBLICO È IL DENARO CHE PERMETTE AI CITTADINI DI AVERE CASE, MACCHINE, VESTITI, CIBO, ECC. TU AS COMPRIS?

[Vecchio titolone sempre valido...]

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In Spagna, sono andati avanti per più di un anno senza formare il governo e nessuno ha rotto il cazzo, in Germania sono ormai mesi, tre, quattro, che non c’è governo e nessuno dice nulla, in Italia sono passati ormai cinque giorni e tutti, ma proprio tutti, rompono i coglioni con la necessità di fare un governo “presto”.
Ora, se nessuno ha chiesto di fare “presto” alla Spagna, alla Germania, cos’è questa roba del “fare presto”?
E’ “presto” detto: vogliono i soldi, i nostri soldi.
E’ solo ansia, paura!
Manteniamo i ricchi, quelli che votano la sinistra, quelli che “il lavoro è per gli schiavi”, la rendita sociale è un atto dovuto, per questi.
Lo sfruttamento dei deboli, il “plusvalore” di Marx è passato da essere disvalore a valore.
Il ruolo sociale della sinistra è quello di difesa dei ricchi, dei parassiti, della rendita di posizione.
Come fa la gente a non capirlo?
Dalema con la barca, Veltroni con la pensione di 6000 euro al mese, Renzi con i contributi pagati dal Comune di Firenze, Boschi col tesoretto rubato ai correntisti di Banca Etruria e difeso dai giudici, come per Zonin, che a fronte del furto di un paio di miliardi ai correntisti di Veneto Banca  è stato condannato a restituire poco più di trecentomila euro, dal magistrato…
Napolitano, Bersani, Boldrini, Grasso, Scalfari, De Benedetti, la Rai, La7, Canale5,, Sky Tv, la Confindustria…
Tutti questi sono in ansia… “fare presto”… vogliamo che ci “mantenete”, coi vostri sacrifici, col sudore della vostra fronte.
“Ahhh che sofferenza…  Mica vorrete che andiamo a lavorare, noi siamo diversi da voi, non possiamo rinunciare alle gioie della vita a cui siamo abituati. “Fate presto”, vogliamo tornare alle nostre gioie!”
Ecco, sono in ansia.
Ogni volta che c’è una elezione, loro sono in ansia, per questo ci fanno votare il meno possibile, per questo non ci raccontano nulla dei Trattati che firmano, per questo lo strumento referendario non può essere propositivo ma solo consultivo, per questo i governi tecnici, i governi di scopo, i governi del Presidente, i governi di coalizione, di unità nazionale…
Ragazzi, sono in ansia per i loro “pasti gratis”…
I soldi…. vogliono i nostri soldi.
Ogni volta cosi, usano l’arma del linguaggio che hanno costruito, i vocaboli che usano hanno solo lo scopo di spaventarvi.
Abbiamo degli impegni nei confronti dei mercati, abbiamo il debito pubblico…
Ve l’ho spiegato in tutte le salse: il debito pubblico è la ricchezza dei cittadini, i vostri risparmi.
Come fate a credergli?
E’ solo una questione contabile.
Una comunità decide di costituirsi come uno stato. La prima cosa che fa è stabilire le terre che sono di proprietà, questi sono i confini dello stato.
In quel territorio, c’è bisogno di strade, ferrovie , porti, ospedali, scuole, caserme, telefonia, tribunali etc etc…
Per costruire tutte queste infrastrutture, ci vogliono i soldi.
Come si fa? E’ semplice, la comunità stabilisce cosa sia denaro all’interno di quei confini.
Se il denaro è fatto in forma di banconota, esso viene creato dal nulla, stampando le banconote necessarie per iniziare quelle opere.
A questo punto inizi a dare quelle banconote, create dal nulla, a chi costruisce le strade, gli ospedali, le ferrovie … etc..
Essendo queste banconote “denaro” della comunità, l’intera comunità accetta di effettuare ogni transazione in cambio di quel denaro.
Ovviamente i risparmi dei cittadini della comunità sono costituiti da quel “denaro”.
Sui conti correnti in banca il valore è dato o espresso in quel denaro.
Contabilmente come è?
Semplice, la comunità nel suo insieme ha creato centomila banconote che prima erano nella stanza della fotocopiatrice, adesso invece non ci sono più, sono finite nel portafogli di tutta la gente della comunità.
Risultato? La comunità nel suo insieme, ha un debito verso sè stessa di centomila banconote.
Nel frattempo però, sono comparse strade, ponti, ferrovie etc etc…
Prima non c’erano e sono quindi “patrimonio della comunità”.
Altro che privatizzare!!
Quando ti dicono che “Dobbiamo tagliare il debito”, significa che devi tagliare il tuo conto corrente!
La cosa interessante è questa: il debito pubblico è il denaro che permette ai cittadini di avere case, macchine, vestiti, cibo etc etc
Senza che la comunità effettui quella operazione di fotocopiare e creare banconote, nessuna strada, nessuna casa, niente di niente.
Il denaro è “effetto”, non causa.
La causa è preesistente, e scaturisce dalla comprensione del mezzo più idoneo a favorire lo sviluppo e realizzazione di un intento condiviso.
Quindi il denaro è la misura dell’intelligenza impiegata nella realizzazione di un “intento condiviso”.
A chi appartiene il denaro all’atto di emissione? Alla intelligenza della comunità nell’ operazione di realizzazione di quell’intento condiviso. Oggi ci sono due tipi di denaro, quindi due tipi di intento, condivisi da due parti di una comunità, quella di chi vuole vivere alle spalle degli altri e quella che subisce questo intento.
Per mantenere questi parassiti, la parte della comunità composta dai “mantenitori” deve venire costantemente ingannata, instupidita, resa meno intelligente, attraverso parole che cambino la percezione delle cose.
La parola “debito”, usata in economia, non ha alcun significato. leggete un libro che si intitola “debito, i primi 5000 anni” di david Graeber…
Il “debito pubblico” è quello che ho spiegato sopra: il denaro che usiamo e che ci ha permesso di fare strade, ponti, ospedali, ferrovie….
Viene creato dal nulla e viene creato prima…
Se prima non lo stampi, non nasce da sè.
Questi del “fate presto”, lo sanno, siete voi che non lo sapete…

Franco Remondina qui >>> https://dodicesima.com/

● Chi è il peccatore?

Parliamo dell’attuale moneta a debito, privata. C’è consenso, perfino da parte del mainstream: l’Eurozona era in una crisi di bilancia dei pagamenti, non di debito pubblico. Gli anni scorsi si è sostenuto d’essere in una crisi fiscale dovuta (falsamente) agli elevati debiti pubblici e si sponsorizzava la cosiddetta austerità espansiva, il rimedio proposto ed attuato da Monti, il killer bocconiano. Molti sanno invece che nelle AVO i tassi di cambio fissi scatenano l’indebitamento dei paesi periferici e la conseguente trappola della povertà, così come è sempre accaduto nella storia economica. In realtà, a indebitarsi pericolosamente in primis sono le banche, cioè i privati, e quando scoppia la crisi del debito (poiché gli stranieri non rinnovano più i crediti) gli Stati, tramite le imposte, soccorrono gli istituti di credito necessitati dal ripianamento (forse a dimostrazione che in realtà, la tanto vituperata ed ostacolata crescita del settore statale è indispensabile all’espansione dell’iniziativa privata) fatalmente determinando la crisi fiscale e quindi l’esplosione del debito sovrano… Irlanda e Spagna sono gli esempi più tipici. La Grecia fu uno Stato malignamente coccolato dai tedeschi (parzialmente anche dai francesi e poco dagli italiani) portato ad indebitarsi oltre misura, con i risultati che conosciamo. La ragione di questa vicenda è del tutto il mercantilismo industriale tedesco che, sostenendo la periferia attraverso discutibili soluzioni di finanza creditizia, aveva “pompato” artificiosamente all’estero, in particolare in Grecia, gli acquisti dei propri beni. Furbi, eh? Forse. Questi processi erano benedetti da molti economisti autorevoli, primi fra tutti Blanchard e Giavazzi, già nel 2002. Dunque la crisi non è dei debiti sovrani (pubblici) come si vuole far credere, ma è originata da questioni di bilancia commerciale, vale a dire dai debiti esteri (privati) indotti dal malevolo credito facile.


Ora due domande:

secondo te, umanamente, chi è il peccatore? È più carogna il debole acquirente/compratore oppure il potente venditore che invoglia e trascina in errore?

 

● Diritti incomprimibili

La Corte Costituzionale con la sentenza n.275/2016, in merito ad una controversia tra Regione Abruzzo e Provincia di Pescara per quanto concerne il servizio di trasporto scolastico dei disabili, la Corte Costituzionale ha riconosciuto che le garanzie minime per rendere effettivo il diritto allo studio e all’educazione degli alunni disabili non può essere condizionato da motivi di bilancio. Nella fattispecie, la Regione Abruzzo aveva negato in parte il finanziamento del 50% per il servizio trasporto degli studenti disabili alla Provincia di Pescara, in quanto l’articolo 6 comma 2-bis della legge regionale n.78 del 1978, aggiunto all’art.88 comma 4 del 2004, prevede l’erogazione “nei limiti della disponibilità finanziaria determinata dalle annuali leggi di bilancio e iscritta sul pertinente capitolo di spesa”.

Nella dichiarazione di illegittimità della suddetta legge, la Consulta scrive:

“11.− Non può nemmeno essere condiviso l’argomento secondo cui, ove la disposizione impugnata non contenesse il limite delle somme iscritte in bilancio, la norma violerebbe l’art. 81 Cost. per carenza di copertura finanziaria. A parte il fatto che, una volta normativamente identificato, il nucleo invalicabile di garanzie minime per rendere effettivo il diritto allo studio e all’educazione degli alunni disabili non può essere finanziariamente condizionato in termini assoluti e generali, è di tutta evidenza che la pretesa violazione dell’ Art. 81 Cost. è frutto di una visione non corretta del concetto di equilibrio del bilancio, sia con riguardo alla Regione che alla Provincia cofinanziatrice. È la garanzia dei diritti incomprimibili ad incidere sul bilancio, e non l’equilibrio di questo a condizionarne la doverosa erogazione.”.

La sentenza conferma ciò che da anni economisti e giuristi affermano: la costituzionalizzazione (Governo Monti) del dogma liberista del pareggio di bilancio, e l’approvazione dei Trattati di Maastricht e Lisbona, si pongono in antitesi con i diritti fondamentali della nostra Carta costituzionale che pone l’economia al servizio dell’interesse pubblico.

Dopo la schiacciante vittoria del NO al Referendum, e alla luce della sentenza della Corte, le forze politiche che si sono battute per salvare la Costituzione dalla “deforma” Boschi-Renzi-Napolitano, dovrebbero iniziare una seria battaglia parlamentare al fine di abrogare l’attuale articolo 81.

Solo così, la Costituzione potrà ritornare a garantire integralmente i diritti sociali del popolo italiano.

 

Testo della sentenza >>>

 

SENTENZA  N. 275
ANNO 2016
 
Commenti alla decisione di
  1. Adriana Apostoli,I diritti fondamentali “visti” da vicino dal giudice amministrativo Una annotazione a “caldo” della sentenza della Corte costituzionale n. 275 del 2016,per g.c. del Forum di Quaderni Costituzionali
 
  1. ErikFurno,Pareggio di bilancio e diritti sociali: la ridefinizione dei confini nella recente giurisprudenza costituzionale in tema di diritto all’istruzione dei disabili, in questa RivistaStudi2017/I
 
III. Lorenzo Madau, “È la garanzia dei diritti incomprimibili ad incidere sul bilancio, e non l’equilibrio di questo a condizionarne la doverosa erogazione”, per g.c.dell’Osservatorio AIC
 
  1. Andrea Longo,Una concezione del bilancio costituzionalmente orientata: prime riflessioni sulla sentenza della Corte costituzionale n. 275 del 2016, perg.c. di Federalismi.it
 
 
V. Riccardo Cabazzi, Diritti incomprimibili degli studenti con disabilità ed equilibrio di bilancio nella finanza locale secondo la sent. della Corte costituzionale n. 275/2016, per g.c. del Forum di Quaderni Costituzionali
 
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE COSTITUZIONALE
composta dai signori:
–           Paolo                           GROSSI                                           Presidente
–           Alessandro                  CRISCUOLO                                     Giudice
–           Giorgio                        LATTANZI                                              ”
–           Aldo                            CAROSI                                                   ”
–           Marta                           CARTABIA                                             ”
–           Mario Rosario              MORELLI                                                ”
–           Giancarlo                     CORAGGIO                                            ”
–           Giuliano                       AMATO                                                   ”
–           Silvana                         SCIARRA                                                ”
–           Daria                            de PRETIS                                               ”
–           Nicolò                          ZANON                                                   ”
–           Franco                         MODUGNO                                            ”
–           Augusto Antonio        BARBERA                                              ”
–           Giulio                          PROSPERETTI                                        ”
ha pronunciato la seguente
SENTENZA
nel giudizio di legittimità costituzionale dell’art. 6, comma 2-bis, della legge della Regione Abruzzo 15 dicembre 1978, n. 78 (Interventi per l’attuazione del diritto allo studio), aggiunto dall’art. 88, comma 4, della legge della Regione Abruzzo 26 aprile 2004, n. 15, recante «Disposizioni finanziarie per la redazione del bilancio annuale 2004 e pluriennale 2004-2006 della Regione Abruzzo (Legge finanziaria regionale 2004)», promosso dal Tribunale amministrativo regionale per l’Abruzzo, nel procedimento vertente tra la Provincia di Pescara e la Regione Abruzzo, con ordinanza del 19 marzo 2014, iscritta al n. 123 del registro ordinanze 2014 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 30, prima serie speciale, dell’anno 2014.
Visto l’atto di costituzione della Regione Abruzzo;
udito nell’udienza pubblica del 19 ottobre 2016 il Giudice relatore Giulio Prosperetti;
udito l’avvocato Fabio Francesco Franco per la Regione Abruzzo.
Ritenuto in fatto
1.− Con ordinanza del 19 marzo 2014, il Tribunale amministrativo regionale per l’Abruzzo ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 6, comma 2-bis, della legge della Regione Abruzzo 15 dicembre 1978, n. 78 (Interventi per l’attuazione del diritto allo studio), aggiunto dall’art. 88, comma 4, della legge della Regione Abruzzo 26 aprile 2004, n. 15, recante: «Disposizioni finanziarie per la redazione del bilancio annuale 2004 e pluriennale 2004-2006 della Regione Abruzzo (Legge finanziaria regionale 2004)», nella parte in cui prevede che, per gli interventi di cui dall’art. 5-bis della legge regionale n. 78 del 1978, la Giunta regionale garantisce un contributo del 50% della spesa necessaria e documentata dalle Province solo «nei limiti della disponibilità finanziaria determinata dalle annuali leggi di bilancio e iscritta sul pertinente capitolo di spesa».
2.− Espone il giudice a quo di essere investito della domanda con cui la Provincia di Pescara ha chiesto il pagamento del contributo, pari al 50%, delle spese necessarie e documentate per lo svolgimento dei servizi di cui all’art. 5-bis della legge della Regione Abruzzo n. 78 del 1978, in particolare del servizio di trasporto degli studenti disabili, riferite alle annualità 2006-2012. Sulla base della citata norma, la Provincia aveva approvato e trasmesso annualmente alla Regione i piani degli interventi, relazionando per ciascun anno sulle spese sostenute e sulle attività svolte. A fronte di ciò la Regione aveva erogato, per le varie annualità, finanziamenti per somme inferiori a quelle documentate dalla Provincia con una differenza pari ad euro 1.775.968,04. Il mancato finanziamento del 50% delle spese effettuate avrebbe determinato nel tempo un indebitamento tale da comportare una drastica riduzione dei servizi per gli studenti disabili, compromettendo l’erogazione dell’assistenza specialistica e dei servizi di trasporto.
3.− La Regione non ha contestato l’ammontare degli importi spesi dall’amministrazione provinciale, tuttavia ha eccepito che, in virtù dell’art. 6, comma 2-bis, della legge regionale censurata, il proprio obbligo di corrispondere il 50% delle suddette spese trova un limite nelle disponibilità finanziarie di bilancio.
4.− In via preliminare sull’ammissibilità del ricorso amministrativo, il rimettente rappresenta che l’adempimento degli obblighi patrimoniali in contestazione riguarderebbe i limiti della provvista finanziaria necessaria allo svolgimento del servizio pubblico e, quindi, i profili organizzativi di esso, con conseguente giurisdizione del giudice amministrativo; la mancata tempestiva impugnazione degli atti di stanziamento e di pagamento emessi dalla Regione non sarebbero di ostacolo alla decisione, poiché tali atti costituirebbero meri dinieghi o riconoscimenti di debito, non preclusivi dell’accertamento giurisdizionale della misura dell’obbligazione dedotta.
5.− In ordine alla non manifesta infondatezza, il TAR dubita della legittimità costituzionale dell’art. 6, comma 2-bis, della legge della Regione Abruzzo n. 78 del 1978, in riferimento all’art. 10 Cost., in relazione all’art. 24 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità – adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 13 dicembre 2006, ratificata e resa esecutiva con legge 3 marzo 2009, n. 18, e all’art. 38 Cost., che assicurano il diritto allo studio delle persone con disabilità, poiché l’effettività di tale diritto risulterebbe pregiudicata dal condizionamento dell’erogazione del contributo, al trasporto degli studenti disabili, alle disponibilità finanziarie, di volta in volta, determinate dalle leggi di bilancio.
6.− In particolare il giudice a quo ritiene che la scelta di prevedere un cofinanziamento regionale del servizio di trasporto e assistenza ai disabili denuncia la necessità di esso, deducendosi da ciò che le Province non sarebbero, evidentemente, in grado di far fronte alle esigenze del servizio in maniera autonoma. Tuttavia, la norma censurata darebbe immotivata e non proporzionata prevalenza alle esigenze di equilibrio di bilancio e non assicurerebbe una adeguata, stabile e certa tutela al diritto all’educazione e all’istruzione degli alunni affetti da grave disabilità, che necessitano del trasporto per la frequenza scolastica.
7.− Rileva, in proposito, il giudice a quo che, una volta assunta la decisione di contribuire al servizio, la determinazione della misura del finanziamento non potrebbe essere rimessa alle mere decisioni dell’amministrazione regionale, poiché ciò trasformerebbe l’onere della Regione in una posta aleatoria ed incerta, la cui entità, in mancanza di limiti predeterminati dalla legge, potrebbe essere arbitrariamente ridotta, per finanziare beni ed interessi che non godono di tutela piena ed incondizionata al pari del diritto allo studio del disabile, con conseguente sacrificio della sua effettività.
8.− Prosegue il rimettente che il rilievo costituzionale di tale diritto costituisce un limite invalicabile all’intervento discrezionale del legislatore, così che il nucleo di garanzie minime per renderlo effettivo dovrebbe essere assicurato al di là di ogni esigenza di bilancio, garantendosi certezza, stabilità e obbligatorietà del finanziamento.
9.− Viceversa l’inciso «nei limiti della disponibilità finanziaria determinata dalle annuali leggi di bilancio», contenuto nell’art. 6, comma 2-bis, della legge della Regione Abruzzo n. 78 del 1978, legittimerebbe una decisione arbitraria della Regione di coprire in modo discontinuo i costi del servizio, gestito in conformità del piano previsto dall’art. 6 della medesima legge.
10.− In tal modo, il godimento del diritto allo studio degli studenti disabili, tutelato dalla Costituzione, sarebbe rimesso ad arbitrari stanziamenti di bilancio di anno in anno decisi dall’ente territoriale e, nella fattispecie, dalla norma censurata. Quest’ultima considererebbe le spese per i contributi alle Province per il servizio di trasporto degli alunni disabili come spese non obbligatorie, cosicché i contributi regionali per il trasporto dei disabili potrebbero essere ridotti già nella fase amministrativa di formazione delle unità previsionali di base, senza che di ciò vi sia alcuna evidenza o limite a garanzia dell’effettivo godimento dei diritti costituzionalmente garantiti.
11.− Il finanziamento del servizio potrebbe essere ridotto in modo repentino e incontrollato, di anno in anno, rendendo del tutto variabile ed inattendibile la continuità e la pianificazione dell’organizzazione dello stesso da parte delle Province, con inevitabili ripercussioni sulle famiglie e sulla possibilità di queste di poter assicurare la frequenza scolastica ai propri figli.
12.− In ordine alla rilevanza della questione, il giudice a quo segnala che, non essendo contestata tra le parti del giudizio a quo l’entità delle somme spese per l’erogazione del servizio, la pretesa della ricorrente Provincia in tale giudizio troverebbe il fondamento nella parte della disposizione impugnata che regola la copertura della spesa complessiva (successivamente limitata dalla clausola di salvaguardia che consente alla Regione di dimensionare ad libitum la propria quota di copertura); pertanto, la questione di costituzionalità sarebbe pregiudiziale alla definizione della suddetta pretesa.
13.− Si è costituita la Regione Abruzzo contestando la fondatezza della questione poiché, ai sensi dell’art. 139 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59), i servizi di supporto organizzativo del servizio di istruzione degli alunni disabili, tra cui è compreso il servizio di trasporto dall’abitazione alla sede scolastica, è di competenza della Provincia e la Regione non ha alcun obbligo di illimitata compartecipazione ai costi necessari al suo svolgimento.
14.− In ogni caso, la difesa regionale rappresenta che l’effettività del diritto allo studio del disabile deve essere bilanciato con altri diritti costituzionalmente rilevanti e, in particolare, con il principio di copertura finanziaria e di equilibrio della finanza pubblica, di cui all’art. 81 Cost.; che il limite della disponibilità finanziaria determinata dalle annuali leggi di bilancio «costituirebbe una legittima scelta fra prestazioni essenziali, gratuite, e non essenziali, eseguibili dietro pagamento di un contributo, da effettuarsi in relazione alle finalità perseguite, ed alle esigenze dell’utenza di base»; che la possibilità di accedere ad una interpretazione costituzionalmente conforme della normativa censurata e il suo mancato esperimento da parte del giudice a quo, comporterebbero l’inammissibilità della questione; e, infine, che la determinazione della misura del contributo da parte della Regione non sarebbe arbitraria, poiché essa viene effettuata sulla scorta dei piani preventivi di intervento per il diritto allo studio dei disabili, predisposti dalla stessa Provincia, sulla base delle necessità riscontrate nell’anno scolastico in corso e di quelle dichiarate dal genitore dello studente che si iscrive alla scuola secondaria superiore.
Considerato in diritto
l.− Il Tribunale amministrativo regionale per l’Abruzzo, con l’ordinanza indicata in epigrafe, dubita, in riferimento all’art. 10 − in relazione all’art. 24 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 13 dicembre 2006, ratificata e resa esecutiva con legge 3 marzo 2009, n. 18 − e all’art. 38 della Costituzione, della legittimità costituzionale dell’art. 6, comma 2-bis, della legge della Regione Abruzzo 15 dicembre 1978, n. 78 (Interventi per l’attuazione del diritto allo studio), aggiunto dall’art. 88, comma 4, della legge della Regione Abruzzo 26 aprile 2004, n. 15, recante «Disposizioni finanziarie per la redazione del bilancio annuale 2004 e pluriennale 2004-2006 della Regione Abruzzo (Legge finanziaria regionale 2004)», nella parte in cui prevede, per gli interventi previsti dall’art. 5-bis della medesima legge e, in particolare, per lo svolgimento del servizio di trasporto degli studenti portatori di handicap o di situazioni di svantaggio, che la Giunta regionale garantisce un contributo del 50% della spesa necessaria e documentata dalle Province solo «nei limiti della disponibilità finanziaria determinata dalle annuali leggi di bilancio e iscritta sul pertinente capitolo di spesa».
2.− Il giudice a quo ritiene che il condizionamento dell’erogazione del contributo alle disponibilità finanziarie, di volta in volta determinate dalla legge di bilancio, trasformi l’onere della Regione in una posta aleatoria e incerta, totalmente rimessa alle scelte finanziarie dell’ente, con il rischio che esse divengano arbitrarie, in difetto di limiti predeterminati dalla legge, risolvendosi nella illegittima compressione del diritto allo studio del disabile, la cui effettività non potrebbe essere finanziariamente condizionata.
3.− In via preliminare, occorre premettere che non incide sulla rilevanza della questione sollevata, l’avvenuto trasferimento ai Comuni delle funzioni amministrative già attribuite, conferite o comunque esercitate dalle Province (tra le quali quelle in materia di assistenza scolastica e diritto allo studio), per effetto della sopravvenuta legge della Regione Abruzzo 20 ottobre 2015, n. 32, (Disposizioni per il riordino delle funzioni amministrative delle Province in attuazione della legge n. 56/2014), in attuazione alla legge 7 aprile 2014, n. 56 (Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni).
3.1.− In proposito, infatti, va rilevato che, nel giudizio a quo, la Provincia di Pescara ha agito per vedersi corrispondere il contributo del 50% per il servizio di trasporto per i disabili svolto tra il 2006 ed il 2012, che resta regolato dalla normativa antecedente al riordino operato dalla legge reg. Abruzzo n. 32 del 2015.
3.2.− Pertanto, poiché la Regione non ha contestato le spese sostenute dalla Provincia, ma ha determinato l’entità effettiva del proprio contributo, in misura inferiore al 50% di esse, facendo applicazione dell’art. 6, comma 2-bis, della legge reg. Abruzzo n. 78 del 1978, che integra il presupposto autorizzatorio della spesa iscritta in bilancio, la questione di legittimità costituzionale di tale norma è pregiudiziale alla decisione da adottare nel giudizio a quo.
4.− Nel merito la questione è fondata.
Il diritto all’istruzione del disabile è consacrato nell’art. 38 Cost., e spetta al legislatore predisporre gli strumenti idonei alla realizzazione ed attuazione di esso, affinché la sua affermazione non si traduca in una mera previsione programmatica, ma venga riempita di contenuto concreto e reale.
5.− La natura fondamentale del diritto, che è tutelato anche a livello internazionale dall’art. 24 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 13 dicembre 2006, ratificata e resa esecutiva con legge 3 marzo 2009, n. 18, impone alla discrezionalità del legislatore un limite invalicabile nel «rispetto di un nucleo indefettibile di garanzie per gli interessati» (sentenza n. 80 del 2010), tra le quali rientra il servizio di trasporto scolastico e di assistenza poiché, per lo studente disabile, esso costituisce una componente essenziale ad assicurare l’effettività del medesimo diritto.
6.− Nella specie il legislatore regionale si è assunto l’onere di concorrere, al fine di garantire l’attuazione del diritto, alla relativa spesa, ma una previsione che lasci incerta nell’an e nel quantum la misura della contribuzione, la rende aleatoria, traducendosi negativamente sulla possibilità di programmare il servizio e di garantirne l’effettività, in base alle esigenze presenti sul territorio.
7.− Si deve ritenere che l’indeterminata insufficienza del finanziamento condizioni, ed abbia già condizionato, l’effettiva esecuzione del servizio di assistenza e trasporto come conformato dal legislatore regionale, violando in tal modo il precetto contenuto nell’art. 38, terzo e quarto comma, Cost.
Tale effettività non può che derivare dalla certezza delle disponibilità finanziarie per il soddisfacimento del medesimo diritto, nel quadro dei compositi rapporti amministrativi e finanziari degli enti territoriali coinvolti. Difatti l’affidamento generato dalla previsione del contributo regionale condiziona la misura della disponibilità finanziaria della Provincia e degli altri enti coinvolti nell’assolvimento del servizio in questione.
Non può neppure essere condivisa in tale contesto la difesa formulata dalla Regione secondo cui ogni diritto, anche quelli incomprimibili della fattispecie in esame, debbano essere sempre e comunque assoggettati ad un vaglio di sostenibilità nel quadro complessivo delle risorse disponibili.
Innanzitutto, la sostenibilità non può essere verificata all’interno di risorse promiscuamente stanziate attraverso complessivi riferimenti numerici. Se ciò può essere consentito in relazione a spese correnti di natura facoltativa, diverso è il caso di servizi che influiscono direttamente sulla condizione giuridica del disabile aspirante alla frequenza e al sostegno nella scuola.
In secondo luogo, è proprio la legge di cui fa parte la norma impugnata a conformare in concreto le situazioni soggettive oggetto di assistenza (senza poi farne conseguire il necessario finanziamento per effetto del richiamato inciso riduttivo).
Questa Corte ha già avuto modo di affermare che «in attuazione dell’art. 38, terzo comma, Cost., il diritto all’istruzione dei disabili e l’integrazione scolastica degli stessi sono previsti, in particolare, dalla legge 5 febbraio 1992, n. 104 (Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate)», la quale «attribuisce al disabile il diritto soggettivo all’educazione ed all’istruzione a partire dalla scuola materna fino all’università»; e che «la partecipazione del disabile “al processo educativo con insegnanti e compagni normodotati costituisce […] un rilevante fattore di socializzazione e può contribuire in modo decisivo a stimolare le potenzialità dello svantaggiato (sentenza n. 215 del 1987)”» (sentenza n. 80 del 2010).
8.− La disposizione impugnata è peraltro incoerente anche rispetto al quadro normativo complessivo dei finanziamenti destinati ai servizi a rilevanza sociale quale risultante dalla legge di bilancio, alla quale essa demanda la quantificazione ridotta del finanziamento. In tal modo viene reso generico ed indefinito il finanziamento destinato a servizi afferenti a diritti meritevoli di particolare tutela, rendendo possibile – come esattamente affermato dal giudice rimettente – che le risorse disponibili siano destinate a spese facoltative piuttosto che a garantire l’attuazione di tali diritti. Pertanto, pur essendo la disposizione in questione appartenente a un contesto distinto da quello della legge di bilancio, la sua influenza su quest’ultima provoca un risultato normativo non conforme a Costituzione.
9.− La garanzia del 50% della copertura del servizio di assistenza ai disabili appartiene alla conformazione della struttura e dell’organizzazione del servizio stesso. Pertanto, l’indeterminatezza del finanziamento determina un vulnus all’effettività del servizio di assistenza e trasporto, come conformato dal legislatore regionale, con conseguente violazione dell’art. 38, terzo e quarto comma, Cost.
10.− D’altronde va considerato che, sebbene il legislatore goda di discrezionalità nell’individuazione delle misure per la tutela dei diritti delle persone disabili, detto potere discrezionale trova un limite invalicabile nella necessità di coerenza intrinseca della stessa legge regionale contenente la disposizione impugnata, con la quale viene specificato il nucleo indefettibile di garanzie per gli interessati. Dunque il livello delle prestazioni dovute, mentre appare salvaguardato dalla legge regionale nel suo complesso ed in particolare nella parte che prevede una pianificazione del fabbisogno degli interventi, nonché un preciso rendiconto degli oneri sostenuti, risulta poi vanificato dalla prescrizione contraddittoria che subordina il finanziamento (da parte regionale) degli interventi alle politiche ed alle gestioni ordinarie del bilancio dell’ente.
11.− Non può nemmeno essere condiviso l’argomento secondo cui, ove la disposizione impugnata non contenesse il limite delle somme iscritte in bilancio, la norma violerebbe l’art. 81 Cost. per carenza di copertura finanziaria. A parte il fatto che, una volta normativamente identificato, il nucleo invalicabile di garanzie minime per rendere effettivo il diritto allo studio e all’educazione degli alunni disabili non può essere finanziariamente condizionato in termini assoluti e generali, è di tutta evidenza che la pretesa violazione dell’art. 81 Cost. è frutto di una visione non corretta del concetto di equilibrio del bilancio, sia con riguardo alla Regione che alla Provincia cofinanziatrice. È la garanzia dei diritti incomprimibili ad incidere sul bilancio, e non l’equilibrio di questo a condizionarne la doverosa erogazione.
12.− Con riguardo alla Regione, è da sottolineare come l’impianto della legge reg. Abruzzo n. 78 del 1978 sia improntato al metodo della programmazione, secondo cui gli interventi ed i pertinenti oneri finanziari sono istruiti nell’anno precedente così da consentire la loro corretta iscrizione nel bilancio, soprattutto quando riguardano il nucleo incomprimibile del diritto a prestazioni riconducibili a diritti fondamentali. In tal modo non è configurabile il rischio per l’equilibrio del bilancio della Regione da essa paventato in correlazione allo stanziamento della percentuale di finanziamento prevista per legge. Proprio la previa redazione del piano di assistenza testimonia l’inverosimiglianza dell’ipotesi di squilibrio di bilancio che è viceversa eziologicamente collegabile all’uso promiscuo delle risorse, che il giudice rimettente individua come autentica causa vanificatrice della copertura finanziaria del servizio.
13.− Nel caso in esame, il rapporto di causalità tra allocazione di bilancio e pregiudizio per la fruizione di diritti incomprimibili avviene attraverso la combinazione tra la norma impugnata e la genericità della posta finanziaria del bilancio di previsione, nella quale convivono in modo indifferenziato diverse tipologie di oneri, la cui copertura è rimessa al mero arbitrio del compilatore del bilancio e delle autorizzazioni in corso d’anno. In buona sostanza si ripete, sotto il profilo sostanziale, lo schema finanziario già censurato da questa Corte, secondo cui, in sede di redazione e gestione del bilancio, vengono determinate, anche attraverso i semplici dati numerici contenuti nelle leggi di bilancio e nei relativi allegati, scelte allocative di risorse «suscettibili di sindacato in quanto rientranti “nella tavola complessiva dei valori costituzionali, la cui commisurazione reciproca e la cui ragionevole valutazione sono lasciate al prudente apprezzamento di questa Corte (sentenza n. 260 del 1990)”» (sentenza n. 10 del 2016).
14.− In definitiva, nella materia finanziaria non esiste «un limite assoluto alla cognizione del giudice di costituzionalità delle leggi». Al contrario, ritenere che il sindacato sulla materia sia riconosciuto in Costituzione «non può avere altro significato che affermare che esso rientra nella tavola complessiva dei valori costituzionali», cosicché «non si può ipotizzare che la legge di approvazione del bilancio o qualsiasi altra legge incidente sulla stessa costituiscano una zona franca sfuggente a qualsiasi sindacato del giudice di costituzionalità, dal momento che non vi può essere alcun valore costituzionale la cui attuazione possa essere ritenuta esente dalla inviolabile garanzia rappresentata dal giudizio di legittimità costituzionale» (sentenza n. 260 del 1990). Sul punto è opportuno anche ricordare «come sul tema della condizione giuridica del portatore di handicaps confluiscono un complesso di valori che attingono ai fondamentali motivi ispiratori del disegno costituzionale; e che, conseguentemente, il canone ermeneutico da impiegare in siffatta materia è essenzialmente dato dall’interrelazione e integrazione tra i precetti in cui quei valori trovano espressione e tutela» (sentenza n. 215 del 1987).
15.− Altrettanto infondata è la tesi secondo cui la norma terrebbe conto della doverosa contribuzione da parte degli assistiti dotati di capacità contributiva. Di tale contribuzione non v’è traccia nell’intera legge reg. Abruzzo n. 78 del 1978; e, soprattutto, la medesima legge, nella sua formulazione letterale, parla di garanzia della spesa necessaria e documentata senza evocare altre fonti di finanziamento.
16.− Infine, non è condivisibile l’argomento secondo cui le scelte adottate in sede di bilancio non avverrebbero in modo generico, bensì con apposita istruttoria ricavata dall’acquisizione dei piani preventivi di intervento predisposti dalle Province sulla base delle necessità riscontrate nell’anno scolastico in corso e di quelle dichiarate dal genitore dello studente che si iscrive per la prima volta al grado di istruzione secondaria superiore. È proprio la disattenzione alle risultanze del piano il vizio genetico della norma contestata, che consente di prescinderne al di là di ogni ragionevole argomento: condizionare il finanziamento del 50% delle spese già quantificate dalle Province (in conformità alla pianificazione disciplinata dallo stesso legislatore regionale) a generiche ed indefinite previsioni di bilancio realizza una situazione di aleatorietà ed incertezza, dipendente da scelte finanziarie che la Regione può svolgere con semplici operazioni numeriche, senza alcun onere di motivazione in ordine alla scala di valori che con le risorse del bilancio stesso si intende sorreggere.
17.− Significativi in proposito appaiono i dati storici della contribuzione regionale in valore assoluto e percentuale: nell’ordinanza del giudice rimettente – e le cifre non sono in contestazione tra le parti – si legge che «per l’esercizio finanziario 2008, risulterebbero stanziati in bilancio 1.400.000,00 per l’attuazione dell’art. 6 comma 2-bis della legge regionale n. 78 del 1978, quindi le Province hanno ottenuto un cofinanziamento nella percentuale del 39% (invece che del 50%) delle somme spese; per il successivo esercizio finanziario 2009, sono stati stanziati in bilancio solo 700.000,00, quindi le Province hanno ottenuto un cofinanziamento di poco inferiore al 18%; nel 2011 la percentuale è stata del 26% circa; nel 2012 il 22% circa». Palese è la lesione della effettività del servizio, non solo sotto il profilo quantitativo, ma anche per l’assoluta discontinuità delle percentuali di copertura ammesse a finanziamento.
18.− Ciò conferma l’assunto del giudice a quo, secondo cui «in quanto spese non obbligatorie, quantomeno non in misura fissa, i contributi regionali per il trasporto dei disabili possono essere ridotti già nella fase amministrativa di formazione delle unità previsionali di base, senza che di ciò vi sia alcuna evidenza o limite idoneo a dare effettività ai diritti previsti dalla Costituzione e sottesi a tale servizio di trasporto».
19.− Per tali argomentazioni, l’art. 6, comma 2-bis, della legge reg. Abruzzo n. 78 del 1978 deve essere dichiarato costituzionalmente illegittimo limitatamente all’inciso «, nei limiti della disponibilità finanziaria determinata dalle annuali leggi di bilancio e iscritta sul pertinente capitolo di spesa,».
20.− Rimangono assorbite le ulteriori censure formulate in riferimento all’art. 10 Cost., in relazione all’art. 24 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità.
PER QUESTI MOTIVI
LA CORTE COSTITUZIONALE
dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 6, comma 2-bis, della legge della Regione Abruzzo 15 dicembre 1978, n. 78 (Interventi per l’attuazione del diritto allo studio), aggiunto dall’art. 88, comma 4, della legge della Regione Abruzzo 26 aprile 2004, n. 15, recante «Disposizioni finanziarie per la redazione del bilancio annuale 2004 e pluriennale 2004-2006 della Regione Abruzzo (Legge finanziaria regionale 2004)», limitatamente all’inciso «, nei limiti della disponibilità finanziaria determinata dalle annuali leggi di bilancio e iscritta sul pertinente capitolo di spesa,».
Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 19 ottobre 2016.
F.to:
Paolo GROSSI, Presidente
Giulio PROSPERETTI, Redattore
Roberto MILANA, Cancelliere
Depositata in Cancelleria il 16 dicembre 2016.

● PIIGS arrivato su Rai 3

[Storia di un piccolo miracolo italiano raccontato da Claudio Santamaria]

PIIGS è film documentario del 2017 diretto e prodotto da Adriano CutraroFederico GrecoMirko Melchiorre e narrato da Claudio Santamaria che indaga le cause e i riflessi dell’austerity sulla società europea, in particolare del Sud Europa. Gli autori dichiarano che il film segue la tesi secondo la quale le politiche di austerity stanno aggravando gli effetti della crisi finanziaria, specialmente in quei Paesi che The Economist ha definito PIIGS (acronimo di PortogalloIrlandaItaliaGrecia e Spagna) – ovvero quegli Stati con un alto debito pubblico e un’economia debole.

TRAMA La cooperativa Pungiglione vanta un credito di un milione di euro dal comune e dalla regione e rischia di chiudere per sempre: 100 dipendenti perderanno il lavoro e 150 disabili rimarranno senza assistenza. È vero che nell’Eurozona non c’è alternativa all’austerity, al Fiscal Compact, al pareggio di bilancio, ai tagli alla spesa sociale? Al fallimento del Pungiglione? Il film tratta inoltre diversi interventi da parte di giornalisti ed economisti riguardo alla crisi economica attuale.

Partito in sordina, raccogliendo sul web i fondi necessari alla produzione, PIIGS è il documentario italiano con alle spalle la storia più incredibile ed affascinante, visibile da mezzanotte di sabato 30 dicembre 2017  accedendo e registrandosi gratuitamente a RAi Play, CLICCA QUI, link:

http://www.raiplay.it/video/2017/12/Piigs-ca977e13-e24f-4dbe-acda-65f265d5959a.html

Doveva essere una scommessa ed invece è arrivato a coinvolgere Noam Chomsky, Vladimiro Giacchè, Paolo Barnard, Warren Mosler, Erri De Luca, Stephanie Kelton e molti altri che hanno partecipato ad un viaggio che dai cinema di periferia ha raggiunto la TV nazionale a suon di sale piene durante tutto il suo percorso su e giù per la penisola.

Ma non è tutto.


PER I CULTORI DELLA RIDONDANZA (estratto da Goofynomics): …D’altra parte, voi lo capite bene: perché mai al mondo Nord e Sud avrebbero dovuto cooperare? Perché mai si sarebbe dovuta verificare una redistribuzione da Nord a Sud? Che fosse necessaria lo si sapeva – Mundell (1961) – e che non fosse politicamente proponibile anche – Kaldor (1971). Quindi? Quindi il disegno era perfetto e ha prodotto i risultati che doveva produrre: la distruzione del welfare, come era chiaro a Featherstone (2001). Piagnucolare “autteità bbutta attiva” come il fariseo De Grauwe non ci porta da nessuna parte. Il piddino andrà al cinema, verserà la lacrimuccia, uscirà sentendosi migliore, penserà che il giorno dopo, oltre a ritirare i vestiti in lavanderia, dovrà anche chiedere “un’altra Europa”, poi se ne dimenticherà – dell’Europa, non dei vestiti – e la cosa finirà lì.

Per rivedere la presentazione di Riccardo Iacona al film PIIGS basta accedere e registrarsi a RAI Play, CLICCA QUI, link:

http://www.raiplay.it/video/2017/12/Anteprima-Piigs-dd236cb2-87af-4599-a50d-71c692753896.html

PER SAPERE TUTTO SU PIIGS

RASSEGNA STAMPA ESSENZIALE

WIKIPEDIA

 

Lingua originale italiano
Paese di produzione Italia
Anno 2017
Durata 76 min
Genere documentario
Regia Adriano CutraroFederico GrecoMirko Melchiorre
Sceneggiatura Adriano CutraroFederico GrecoMirko Melchiorre
Casa di produzione Studio Zabalik
Distribuzione (Italia) Fil Rouge Media
Fotografia Mirko Melchiorre
Montaggio Federico Greco
Effetti speciali Costantino RoverMarco Bambina
Musiche Paolo BaglioDaniele BertinelliAntonio Genovino
Animatori Costantino Rover
Interpreti e personaggi

 

VERSIONE COMPLETA (Vimeo)