LA CINA (e l’Italia, …ma F e D ci stupiranno)

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(La Cina) questa volta ha appreso la lezione del 2003 ed i colossali errori commessi con la Sars, quando furono nascosti i casi di contagio. La Francia e la Germania NO.
Non avendo loro adottato monitoraggio diagnostico tempestivo, né di conseguenza preso misure di contenimento come l’Italia, oggi potrebbero avere una diffusione già critica sul territorio. Dapprima hanno nascosto i casi di COVID-19 Coronavirus, negli ultimi giorni hanno testato i casi sospetti se erano stati in Italia.
Solo nell’area di Parigi sono denunciati 40 morti e 500 casi gravi in rianimazione per “influenza stagionale” e solo oggi Macron ha fatto sapere che “il virus è già tra noi e ci sarà in Francia una situazione un po’ italiana poiché ci sono catene di trasmissione endogene.” Al 26 febbraio, in Germania e Francia sono stati effettuati meno di 1.000 Test del virus Corona, in Italia oltre 10.000.
Qualche ora fa, il ministro della Salute tedesco Jens Spahn, alla luce dei nuovi casi in alcuni Laender, ha detto “Siamo all’inizio di un’epidemia di Covid-19 Coronavirus in Germania. Le persone risultate contagiate hanno avuto “molti contatti”. Qui si fa il test solo in casi particolari, è troppo costoso”, nessuno conosce il numero degli infetti: la Germania è il paese può popoloso de Leuropa, quello con maggiori contatti commerciali e turistici con la Cina. Ogni azienda tedesca medio-grande ha uno stabilimento in Cina.


Solo 18 casi?


Da ottobre sono stati segnalati 80.00 Covid-19 Coronavirus da una fonte “sconosciuta”, ovvero di una persona che non ha viaggiato in un paese in cui si è verificato un focolaio o avuto contatti con un paziente noto. Ora sono 8.400 le persone in quarantena.
In Italia si lavora affinché vengano comunicati solo i casi di nuovo Covid-19 coronavirus clinicamente rilevanti, ovvero i casi clinici di pazienti in rianimazione o morti, come avviene negli altri Paesi del mondo.
Governi nazionali, Leuropa, Istituzioni internazionali, laScienza, gliEspertoni, i mass-media, leProcure, ognuno ha avuto la sua parte (tranne la Cina!) per costruire la più grande farsa mai vista.

Comunque vada a finire, v’accorgerete che la Sanità pubblica italiana, sebbene privata dai partiti liberal di uomini mezzi e risorse, resta la migliore in Europa. E l’unica, perché quella privata a questo giro non è pervenuta (infatti prego non ci sia un’epidemia in USA). [Lisa Stanton dixit]


INTERMEZZO…Amuchina alla spina

Tempesta perfetta, Covid-19

POPOLAZIONE MONDIALE >>> https://www.worldometers.info/it/


Qualche osservazione sparsa e da profano sugli ultimi eventi relativi al ‘Covid-19 Coronavirus’.

1) Il problema fondamentale rappresentato da una possibile epidemia di Covid-19 Coronavirus non sta nella mortalità, che è di poco superiore ad una normale influenza, ma nella pesantezza del decorso, che richiede spesso ricovero ospedaliero.

2) Quindi l’impatto problematico del Covid-19 Coronavirus si manifesta (potenzialmente) in primo luogo sulle strutture ospedaliere, che incidentalmente sarebbero lì per occuparsi di una pluralità di problemi, e che si possono trovare rapidamente al collasso. – In quest’ottica si comprende sia la sollecitudine (e mostruosa efficienza) cinese nella costruzione di nuovi ospedali, sia la preoccupazione di molti operatori ospedalieri italiani in un settore scarnificato dai tagli negli ultimi anni.

3) In seconda battuta, l’impatto del Coronavirus Covid-19 è particolarmente severo sull’intero sistema delle transazioni, sul ‘libero movimento di merci e persone’. In quest’ottica poche cose illustrano in modo più plastico di questa epidemia il sistema di interconnessioni ed interdipendenze globali. Al contempo ciò mostra l’immensa strutturale fragilità di sistemi produttivi così estesi, che dopo essere stati più volte messi sotto accusa per le ripercussioni ambientali di questa ‘frenesia di movimento’, e per le loro ripercussioni in termini di destabilizzazione economica (delocalizzazioni, ecc.), ora mostrano anche la corda nei termini di fragilità del controllo nazionale (quando il controllo nazionale è l’unica cosa cui puoi ricorrere, come in caso di epidemia).

4) Nel caso italiano temo che il rischio di essere il vaso di coccio del sistema sia altissimo. Paesi come la Cina giocano le loro carte sull’export, ma hanno un forte controllo nazionale, e ciò gli consentirà plausibilmente, nonostante una situazione inizialmente assai più grave, di rimettersi in carreggiata tra uno o due mesi. Se la curva dei contagi, come sembra, continua a ridursi, la Cina riprenderà (non senza strascichi) il suo ruolo attuale di ‘fucina del mondo’.
Altri paesi, come gli USA, hanno un mercato interno forte, che risentirà relativamente di eventuali prolungate interruzioni delle ‘supply chains’ mondiali.
I paesi europei sono quelli destinati a soffrire di più nel caso di un prolungarsi od aggravarsi della situazione, e l’Italia più di tutti, perché dipende più di ogni altro dalle proprie relazioni internazionali (sia come export, che come settore turistico).

5) Sul piano strettamente empirico, in Italia, in questo quadro c’è un particolare che finora mi sembra curiosamente assente dalla discussione. Siamo di fronte a due focolai distinti, di cui uno ha un possibile paziente zero (ma per ora non confermato), mentre nell’altro caso non mi risulta che ci sia alcun paziente zero.
Ora, la mancata individuazione dei focolai originanti dell’infezione è un evento di straordinaria gravità. Se il/i soggetto/i che diffonde il virus non viene isolato può contagiare un numero indefinito di persone, che visti i tempi di incubazione (da 2 a 15 giorni, sembra), potrebbe provocare una condizione pandemica in capo a un paio di settimane.

Ci si potrebbe trovare, e non è una proiezione particolarmente pessimistica, con una situazione di dimensioni ‘cinesi’. Scarsa consolazione sembra provenire dalla presunta stagionalità del virus, giacché a quanto pare si sta diffondendo anche in aree calde. Un quadro del genere può significare per l’Italia essere tagliati fuori come anelli dell’approvvigionamento europeo e come destinazione turistica.

Il tutto in una cornice già economicamente logorata e socialmente tesa.

E, per inciso, senza la possibilità di poter ricorrere a pratiche di autofinanziamento statale (per la ben nota deprivazione della potestà sulla propria erogazione di moneta).

Direi la tempesta perfetta.

Spero vivamente che chi ci governa abbia chiaro davanti agli occhi questo scenario, al momento non solo di principio possibile, ma significativamente probabile. Non è un momento in cui si può aspettare e stare a vedere cosa succede, per poi metterci delle toppe. Le toppe sono già quasi finite, e potremmo essere solo all’inizio.

Di Andrea Zhok


ULTIM’ORA: smontate le fake news http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Coronavirus-la-sua-foto-esclude-sia-nato-in-laboratorio-5c56bc1a-84b0-4371-847f-1ff257403bf7.html?fbclid=IwAR1emeRUw84LrXRoZR4AIfgaxbeMCTjmlbKkP9a6JJGDRsyYuViN-DOFFsc


INTERMEZZO… https://drive.google.com/open?id=10IdDKFpzSHblx9vAaAThmK0EMNyw3bzH