● La delega, gran segreto millenario (di Pierangelo Spazzoli)


La delega è ancora oggi usata per togliere alle masse e ai popoli il proprio potere. È una prassi talmente radicata nella società antica e contemporanea da non venire nemmeno più percepita. Non stiamo parlando delle deleghe per la riunione di condominio, ma di quelle che hanno ripercussioni fondamentali sulla nostra vita, che una delega sia estorta con l’inganno (come nell’atto di nascita) o sia frutto di volontaria sottomissione poco cambia dal lato pratico. Esprimere la propria volontà attraverso altri soggetti o enti equivale a dire di non esprimerla per niente.
Se voi chiedete a chiunque abbia interesse ad amministrarvi se esso o essi lo stanno facendo per il vostro bene, tutti risponderanno in coro che non ci sono dubbi sia così. Ci si sente come obbligati a seguire ciecamente qualcosa o qualcuno che con parole adeguate sappia catturare le nostre speranze e le nostre richieste.

In una società dove amministrare altre persone o gruppi di persone è sinonimo di potere, si lascia facilmente immaginare quale sia il reale intento che muove il ricevente delega. Esso/essi perseguono interessi oscuri di solito mossi dalla sete di denaro e di potere che sono sempre nascosti dalle buone intenzioni che dicono di manifestare nei vostri confronti. Una volta ceduta la delega al più bravo ammaliatore o al più seducente esibizionista, siete in balia del suo/loro operato. Vi sedete e aspettate fiduciosi tenendo aperta quella porta della speranza senza data e priva di un punto d’arrivo chiaro e ben definito come la vostra anima richiede.

Da qui nasce quel senso di paura, d’impotenza e d’incertezza che rischia di trasformarsi in panico nel notare che nulla intorno a voi e alle vostre richieste sta cambiando. E tutto questo non è altro che la manifestazione e la conseguenza di ciò che avete deciso d’essere: nullità inoperose in balia di lupi affamati in cerca di gloria, denaro e potere. Avete ceduto voi il vostro potere e non è lecito poi lamentarsi.
Questo tipico e diffusissimo atteggiamento sociale non permetterà mai al popolo di formare la propria identità che potrà esprimersi solamente alla presenza d’intenti individuali manifestati in prima persona e condivisi dalla maggior parte del popolo.

Se fate le stesse domande a tutte le persone che incontrate, vi accorgete che, di là dalle deleghe e della manifesta inutilità che tali deleghe comportano, TUTTI vogliamo e desideriamo la stessa cosa. Quando è la nostra coscienza a parlare non ci sono e mai ci saranno divisioni. Tutti stiamo percependo la direzione autoritaria e criminale in cui si muove il mondo ma sembra che non si riesca proprio a comprendere che è proprio la cessione del potere la causa dei nostri mali.

Il sistema ci conosce meglio di quanto noi non conosciamo noi stessi e sono terrorizzati dal risveglio collettivo che non concede delega e smette di ubbidire in massa. Sanno e sappiamo in fondo anche noi, che questa è l’unica via percorribile per rendere materializzati i nostri intenti più nobili e sani.

Ora, tornando al discorso iniziale, il non concedere delega significa NON FIDARSI DI NESSUNO, nemmeno di Popolo Unico. Se una persona dice: mi fido di te o mi fido di popolo unico non ha ancora capito nulla ed è identico a chi si fida di altri. Sta ancora una volta cedendo il proprio potere.

Sta a voi stessi discernere chi avete di fronte ma sempre in manifestazione della vostra volontà. Discernere significa interagire con la coscienza aperta senza alcun condizionamento esterno al vostro essere. Questo e solo questo vi permetterà di comprendere chi avete di fronte. Capirete chi vi sta mentendo e chi no. Chi vi sta usando per altri scopi e chi no. Chi persegue propri interessi facendo credere di interessarsi a voi e chi no. Poi una volta che sapete discernere non direte mai: io sto con Popolo Unico. Direte IO SONO IL POPOLO E CONDIVIDO CON ALTRE ANIME LO STESSO SENTIMENTO E LO STESSO INTENTO, MANIFESTANDO LA MIA POTENZA INTERIORE PER FORMARE QUELL’UNITÀ DI POPOLO SENZA DELEGA IN GRADO DI MATERIALIZZARE LA MIA VOLONTÀ.

 

Gli studi  e  lo schema  di realizzazione della “Autocertificazione della Qualità di Legale Rappresentante” sottostante all’istituto giuridico del “Jersey Trust autodichiarato” in Diritto internazionale originano da questo gruppo di studio.
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